PESCARA - Quasi cento chilometri da percorrere in autostrada senza l'ombra di una stazione di servizio. Non parliamo del deserto del Gobi né delle strade della California, ma della A/24 e della A/25, che collegano Pescara, Teramo e L'Aquila a Roma. Nell'anno del Signore 2007, se vi scappa, se avete bisogno di fare benzina, se il bimbo ha bisogno di mangiare, se la nonna non ne può più, non avete che da sperare nella buona stella. Per 95 km non c'è alternativa. Non sarà l'inferno della Salerno-Reggio Calabria, ma l'Autostrada dei Parchi gestita dal Gruppo Toto non brilla per comfort e sicurezza: ne è convinta l'Associazione nazionale per la difesa e l'orientamento dei consumatori (Adoc), il cui presidente regionale, Luca Piersante, ha preso carta e penna e ha scritto ai ministri delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, dei Trasporti, Alessandro Bianchi, al presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, e a Carlo Toto per la società Strada dei parchi Spa. L'Adoc indica una serie di lacune, segnalate dagli stessi utenti dell'autostrada che, in periodo di vacanze, l'hanno presa d'assalto. Sono cinque i problemi ritenuti urgenti: oltre ai 95 chilometri senza stazioni di servizio in entrambi i sensi di marcia, ci sono i tempi biblici in entrata e uscita dalla Capitale; le carenze nella sicurezza stradale; il pericoloso ingresso in autostrada a Tagliacozzo; la scarsa illuminazione nelle gallerie. «Ci sembra imbarazzante e indegno - sostiene Piersante - il fatto che in Italia, su un tratto autostradale profumatamente pagato, la distanza tra due aree di servizio sia di 95 km». Tra l'altro, trattandosi di «un'autostrada montana, soprattutto in inverno e con particolari situazioni climatiche, è necessario fare una sosta rifocillante e ristoratrice». Le aree di servizio - secondo l'Adoc - «erano state promesse dal dott. Igino Lai, responsabile dell'esercizio di Strada dei Parchi, a più riprese e ribadite». Per quanto riguarda il tratto prossimo a Roma, è saltata l'ipotesi di realizzare una terza corsia da Lunghezza a via Togliatti, ma «la Finanziaria del 2006 ha autorizzato la realizzazione di complanari», sulla cui efficacia l'Adoc dubita: a fronte del traffico che esce dal Grande raccordo anulare, «poco possono risolvere le complanari». Quanto alla sicurezza stradale, nonostante i molti lavori iniziati, «è ancora lontana dagli standard di sufficienza», sostiene l'associazione, a causa del «fondo stradale buono solo in alcuni tratti; guard-rail che sembrano fuscelli di bambù, dove esistono; enormi problemi in inverno» per i tratti ghiacciati anche di 40-50 km. L'immissione in autostrada da Tagliacozzo «non è minimamente segnalata», denuncia l'Adoc. Nelle gallerie, poi, l'illuminazione è molto bassa, considerando gli strani riflessi provocati in uscita sulle autostrade di montagna, per le particolari angolazioni del sole e la presenza di neve. Ci vorrebbe «il raddoppio delle lampade» agli ingressi e alle uscite, afferma Piersante. Vedremo se almeno il Governo e la Regione faranno proprie le sollecitazioni dell'Adoc. G.C.