ROMA Il protocollo d'intesa fra governo e parti sociali sul welfare è «l'accordo più importante degli ultimi venti anni», perché «è indirizzato soprattutto ai lavoratori e alle imprese che più ne hanno bisogno». Lo ha detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, il quale ha contemporaneamente respinto il progetto della super-Inps con la fusione di tutti gli enti previdenziali: «Rischieremmo di creare un moloch - ha detto. - E sono preoccupato perché l'Italia è l'unico paese che fa gestire alla politica gli enti previdenziali».
Per Bonanni nel testo sottoscritto sono state trovate «soluzioni inedite, per la loro estensione e perché si indirizzano verso soggetti da sempre penalizzati. Soluzioni importanti - ha continuato Bonanni - perché garantiscono per esempio un aumento dal 50 al 60% dell'indennità di disoccupazione e consentono la copertura previdenziale anche per i periodi di disoccupazione» caratteristici di molti lavoratori precari. Riferendosi poi a chi «storce il naso» guardando all'intesa siglata, Bonanni sottolinea come invece questi siano i problemi a cui è stata data soluzione, mentre è superfluo continuare a discutere su 57 o 59 anni di età pensionabile.
«Sono molto soddisfatto - ha aggiunto ancora il leader della Cisl - anche perché ora si potrà armonizzare i contributi» consentendo così a molti lavoratori di conseguire un assegno previdenziale adeguato, e per la possibilità «di riscatto delle lauree». Bonanni ha poi ricordato che in Italia l'84% dei lavoratori è a tempo indeterminato e che il rimanente 16% «non è precario per rapporti di lavoro particolari, è una precarietà che non viene dalla flessibilità, ma dalla mancanza di contribuzione: chi è più flessibile prende meno salario e meno contributi». Invece, da un punto di vista della contribuzione, «tutti i lavoratori devono costare allo stesso modo» e chi in questo senso critica il protocollo d'intesa aumenta «polemiche ideologiche».
Sui rischi che lo schema dell'accordo possa essere modificato nel corso dell'iter parlamentare, Bonanni si è mostrato abbastanza sicuro della tenuta della maggioranza. «Il Parlamento è sovrano - ha detto - e noi non vogliamo sostituirci a nessuno. Ma se un governo fa un accordo con le imprese e i sindacati, la maggioranza dovrebbe essere d'accordo con il suo governo. Il Parlamento comunque deve sapere che si tratta di materie che riguardano noi e le imprese e far pendere il piatto della bilancia da una parte o dall'altra altererebbe questo equilibrio e qualsiasi norma non verrà rispettata nei fatti».