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Data: 10/08/2007
Testata giornalistica: Il Centro
«Morti sul lavoro, Treu e Biagi assassini». Sparata di Caruso, il Prc lo scarica. Napolitano: indegno vaneggiamento

ROMA. «Angelo e Cristian ieri sono morti assassinati nei loro rispettivi cantieri di lavoro. I loro assassini sono Tiziano Treu e Marco Biagi, le cui leggi hanno armato le mani dei padroni». L'accusa choc parte dal deputato Francesco Caruso e subito scatta la condanna del mondo politico e del Quirinale.
Per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, i giudizi espressi sul senatore della Margherita e sul giuslavorista ucciso dalle Br «non possono considerarsi altro che un indegno vaneggiamento». E Romano Prodi in serata ha chiamato Tiziano Treu per dargli solidarietà e condannare le espressioni del deputato no global.
L'indignazione per le gravissime frasi pronunciate dal deputato indipendente eletto nelle liste del Prc (ma non è iscritto al partito) è bipartisan. La Cdl denuncia un intollerabile linguaggio da «brigatista» e chiede a Bertinotti di cacciare Caruso dal Parlamento. I ministri Damiano (Ds) e Ferrero (Prc) definiscono «sbagliate e sconcertanti» le parole pronunciate dal parlamentare ribelle.
Franco Giordano non esita a prendere le distanze. «Le parole di Caruso sono culturalmente incompatibili con l'impostazione da sempre adottata da Rifondazione Comunista. Sono parole in libertà di cui il solo responsabile è Caruso» precisa il segretario del Prc per il quale resta «aperta e ferma» la battaglia politica e culturale contro la precarietà e il dramma delle morti sul lavoro.
In serata arriva la «precisazione» del deputato ma il suo tentativo di placare le polemiche non riesce. «E' un polverone. Mi dispiace. Ma io - spiega Caruso - non volevo dire che Treu e Biagi sono assassini. Piuttosto, sono quelli che, con le loro leggi, hanno fornito le armi agli assassini e cioè agli imprenditori senza scrupoli che, per aumentare i loro profitti hanno abbassato la sicurezza, la qualità del lavoro e i salari...» Parole che finiscono solo per peggiorare la posizione del leader no global. La destra va all'attacco con Gasparri che si chiede se anche Bertinotti consideri Biagi un «assassino» e con il leghista Roberto Maroni che definisce «insufficienti» le prese di distanza e chiede l'espulsione di Caruso da Montecitorio. La condanna arriva anche dagli esponenti dell'Udc e dell'Unione.
Il primo a replicare è lo stesso Tiziano Treu che ricorda come la tutela e la sicurezza dei lavoratori siano un «impegno costante» della maggioranza che ha approvato proprio di recente una «normativa in materia». Per il senatore della Margherita non sono certo le uscite «irresponsabili e deliranti» di Caruso che servono ad affrontare questi difficili problemi. «Simili dichiarazioni - affonda Treu - servono solo ad avvelenare il clima e sono tanto più gravi in quanto rivolte anche a Marco Biagi, che non può replicare perché vittima di terroristi assassini». Ma a protestare sono tutti gli esponenti della maggioranza. Il capogruppo dei deputati del Prc, Gennaro Migliore, si dice «sconcertato», il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, denuncia una «intollerabile superficialità», l'Udeur chiede l'espulsione di Caruso da Montecitorio e il verde Bonelli si dice «sbigottito».

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