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Data: 12/08/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Prima casa: niente Ici fino a 100 metri quadri. Il provvedimento allo studio del governo. Previsto un taglio di 290 euro

Per gli alloggi più grandi si pagherebbe solo la parte eccedente Dubbi dei Comuni

ROMA. Niente Ici sulla prima casa fino a 100 metri quadrati. E' la misura che sta studiando il governo e che, con una copertura indicata in Finanziaria, potrebbe entrare in vigore giù dal 2008. Lo conferma il sottosegretario all'Economia, Mario Lettieri: «Ci sarà un forte abbattimento dell'Ici per gli appartamenti fino a 100 metri quadrati. Abbiamo rinunciato a una riduzione totale perché costava troppo».
Anche questa misura, comunque, non vale poco. Gli studi del Ministero parlano di un costo che oscillerebbe intorno a 2 miliardi di mancati entroiti per i Comuni. Fabio Sturani, sindaco di Ancona e responsabile Finanza per l'Anci (l'Associazione dei comuni italiani), dice che i sindaci sono ben contenti se viene cancellata l'Ici, ma che prima di esporsi voglio sapere bene cosa li aspetta: «E' bene, passando dalle parole ai fatti, capire bene quali sono, e dove sono, le risorse compensative per il mancato gettito nelle casse comunali».
Qui un'idea il governo ce l'ha e si chiama «revisione degli estimi catastali». Il ragionamento fatto è semplice: ci sono appartamenti di pregio che pagano un'inezia e appartamenti in zone periferiche che pagano una imposta comunale eccessiva, dobbiamo cambiare il metro di giudizio, passare al computo in metri quadrati invece che per vani.
Dal 2008 come chiede la maggioranza, dal 2009 come vorrebbe il governo, sarebbero proprio i metri quadrati a fare una prima differenza nel calcolo dell'Ici. La formula dello sgravio a cui si è giunti dopo una lunga trattativa è «non inferiore a 290 euro». Per raggiungere questa cifra si è scelta la strada del computo dei metri quadrati: fino a 100 niente Ici, per appartamenti di metratura superiore si pagherà solo per i metri eccedenti. Tutto questo, naturalmente, per immobili «prima casa».
«Noi in questo senso ci stiamo già muovendo - dice ancora Sturani, Anci - già parecchi Comuni, ricordo per tutti quello di Roma, hanno differenziato l'Ici sulla prima casa rispetto all'Ici ordinaria. Il punto resta solo uno: immediata e contestuale compensazione delle risorse. Chiarito questo potrebbe proprio essere il tavolo sull'Ici quello a cui riprendere le relazioni istituzionali fra Anci e governo, relazioni interrotte su costi della politica e federalismo fiscale».
Paolo Cento, sottosegretario all'Economia, conferma che il governo, a settembre «darà le risposte sulle coperture finanziarie del provvedimento». Un provvedimento che non contiene solo l'Ici. Si sta parlando infatti del disegno di legge delega sulla riforma del catasto che contiene, fra l'altro, anche un capitolo «affitti» con maggiori detrazioni e una «cedolare secca» del 20% per i redditti da locazione. Costo previsto circa un miliardo e 300 milioni di euro per un totale, affitti più Ici, di 3 miliardi e 300 milioni. Meno del «punto di Pil» che secondo Visco costerebbe l'abbattimento totale dell'Ici, ma pur sempre una cifra non indifferente. «Il pacchetto casa - dice Lino Duilio presidente commissione Bilancio della Camera - è al momento in una fase interlocutoria, ma il governo ha assicurato che a settembre arriveranno le coperture o la modifica del testo».

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