ROMA «In sette mesi si sono persi tempo e soldi». Non ricorre a giri di parole, il leader della Fit/Cisl Claudio Claudiani, nel fotografare la crisi Alitalia. «In sette mesi - aggiunge alludendo all'interregno di Berardino Libonati - la debolezza della compagnia si è accentuata per l'effetto di una gestione assolutamente inerziale che ha determinato un calo della capacità operativa. In questo periodo c'è stato soltanto un ribollire di rimpianti, ogni giorno una pena».
Perchè parla anche di soldi persi?
«Perchè i soldi della ricapitalizzazione del 2005 invece che tenerli in cassa si potevano utilizzare per aprire nuove rotte e fare investimenti».
Qual è, secondo lei, la rotta da seguire?
«Quella di una privatizzazione che collochi Alitalia in mani capaci sul piano imprenditoriale e sicure su quello patrimoniale».
Al sindacato sta bene che si vada a trattativa privata piuttosto che a una nuova gara?
«Quello che sarà decisivo è il piano industriale sul quale anche il sindacato dovrà dire la sua. Certo il documento che presenterà il nuovo vertice aziendale a fine agosto non potrà essere un piano, ma dovrà contenere le linee di piano. In altre parole, sarà un piano di transizione. Quello vero lo farà il nuovo azionista e, immagino, sarà legato ad una ricapitalizzazione di mercato. Comunque l'operazione non potrà andare oltre il marzo del 2008. I prossimi mesi saranno decisivi».
Ma Alitalia volerà ancora?
«Ma sì che volerà. Il fatto che stia crescendo l'interesse sulla privatizzazione è positivo. Anche perchè il mercato continua crescere e, proprio per questo, è necessario fare delle cose. Noi l'allarme lo lanciammo nel gennaio 2006 quando al vertice di Alitalia c'era Cimoli e indicammo il cambio di passo da fare dopo la ricapitalizzazione. Purtroppo si è andati in senso opposto, compresa l'overdose di proclami che ha prodotto solo delle attese mentre l'azienda si è chiusa sempre più in se stessa rispetto ai cliente e alle maestranze interne».
Preoccupa un possibile arrivo di Lufthansa o Air France?
«Chiunque acquisterà Alitalia o ne diventerà partner, comprerà un pezzo di mercato. L'operazione dovrà essere trasparente, conveniente e dovrà offrire certezze sul rilancio della compagnia e sul versante dell'occupazione».