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Pescara, 15/05/2026
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Data: 19/05/2006
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Lo sciopero dei tranvieri. «Milano non merita i disagi, ma non abbiamo altra scelta»

Il Tranviere
Mentre i due candidati sindaco rilanciano, come in una partita di poker, su come e quanto finanziare la cultura, o sullo spostamento del Politecnico, a noi che svegliamo e mettiamo in moto la città tocca ancora scioperare, costringendo i milanesi a tornare a casa a piedi, o con qualche mezzo di fortuna. Lo sciopero, nella fascia del pomeriggio, inizia alle 18. E non coinvolgerà chi di solito parcheggia in centro, ma quelli come me, quelli che a fine mese non ci arrivano. Milano non merita questa «guerra civile». Il Comune è il maggior azionista dell'Atm, detiene il controllo dell'azienda, si vanta dei bilanci in attivo. Perché non smette di fare ostruzionismo? Potrebbe muovere la trattativa, anticipare la quota richiesta, promettendo di mantenere un'eventuale integrazione senza nulla in cambio. Così porrebbe fine a queste ondate di agitazioni. Otterrebbe un ritorno d'immagine inedito, collocando l'azienda ai vertici nel trasporto pubblico locale.
Forse tutti questi anni di proteste non sono stati sufficienti a sensibilizzare l'opinione pubblica e le parti in causa, né le aziende, né la politica. Forse si vuol far passare il tranviere come una sorta di criminale, come un irresponsabile, ma i tranvieri sono solo lavoratori che chiedono il pane.
Per le aziende i lavoratori costano troppo e lo Stato, con il nuovo sistema federalista, non garantisce sufficienti fondi di copertura finanziaria al settore dei trasporti? Attualmente il nostro sistema dei salari si fonda su una scala di parametri. Peccato che a scioperare è proprio l'ultima ruota del carro, i lavoratori che realmente contribuiscono alla produzione.
Un tranviere a Milano vive in bilico, al limite. E se nella vita ci capitasse un imprevisto, qualcosa che altera l'equilibrio già precario con cui si arriva a fine mese? Dalla nascita di un figlio a un lutto, come facciamo? La banca e le aziende erogatrici di servizi non aspettano, esigono pagamenti puntuali.
Esci al mattino andando al lavoro, rientri la sera, una preghiera prima di cenare, uno sguardo a quello che ti circonda, un bacio alla moglie o al figlio, per chi è più fortunato, e la solita frase di speranza, prima di addormentarsi: «Cambierà, cambierà».
Allora chiedo ai candidati Ferrante e Moratti, che garanzie promettete al tranviere e ai lavoratori di Milano? Riuscirò a chiudere gli occhi dormendo più serenamente?

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