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Pescara, 15/05/2026
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Data: 19/05/2006
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Oggi sciopero Atm. «Milano deve trovare un accordo» Nino Cortorillo (Filt Cgil) «Le offerte di Atm hanno l'obiettivo di far parlare i giornali e non quello di intavolare una trattativa reale»

Per i cittadini milanesi è l'ennesima giornata di disagi. Per gli aspiranti sindaci lo stop di oggi di tram, bus e metrò è un monito: chi si siederà sulla poltrona più ambita di Palazzo Marino già in autunno rischia di trovarsi sulla scrivania la bomba a orologeria del trasporto locale. Quello di oggi è il terzo sciopero di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Faisa Cisal per il rinnovo del secondo biennio del contratto di categoria. Ma a Roma le posizioni sono ancora molto distanti: i sindacati chiedono 111 euro lordi, le aziende del settore ne offrono 60. Morale: tra qualche mese il termometro della tensione nei depositi di tram e bus potrebbe segnare di nuovo livelli d'allarme. Proprio come nell'inverno 2003.
Il prefetto, Gian Valerio Lombardi, si dice «moderatamente ottimista»: «È vero, negli ultimi anni si è assistito a una divaricazione tra le aspettative dei lavoratori e le risorse disponibili per i contratti. Ma sono convinto che il nuovo governo si occuperà subito del problema».
Dal canto suo Atm mercoledì scorso ha rinnovato ai sindacati una vecchia proposta. In sostanza, l'azienda si candida ad anticipare parte del secondo biennio contrattuale in cambio della rinuncia agli scioperi. Fino a oggi i confederali hanno rispedito l'offerta al mittente. Motivazione: «In questo modo il Comune vuole delegittimare la trattativa nazionale».
«Non credo che Atm pensi davvero di raggiungere oggi, a una settimana dal voto, l'intesa con il sindacato che non è arrivata in questi anni - commenta Carlo Magri, assessore al Lavoro del Comune -. L'azienda fa comunque bene a battere sul chiodo della proceduralizzazione del conflitto».
Alla vigilia dell'ultimo sciopero dei trasporti dell'era Albertini, in città l'idea dell'accordo territoriale tanto cara a Magri raccoglie insperate aperture. Nel centrosinistra va in avanscoperta Sandro Miano, presidente del Movimento consumatori lombardo e candidato dell'Ulivo. L'accordo territoriale lusinga anche il mondo produttivo. «A Milano le parti sociali tradizionalmente collaborano in una dimensione in cui il sociale supera la politica - dice Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio -. Proprio su servizi pubblici vitali, come i trasporti, è possibile immaginare un confronto territoriale. Il tutto con un'alleanza tra rappresentanze delle imprese, dei cittadini/utenti, dei lavoratori».
L'offerta di una nuova stagione di «concertazione strategica per evitare i danni degli scioperi come quello di oggi», è stata rinnovata ieri dal candidato di centrodestra, Letizia Moratti. Ma il sindacato mette paletti ben precisi. «Siamo favorevoli alla concertazione quando il merito è il futuro delle imprese e dei servizi del territorio. Non saremmo d'accordo, invece, se l'oggetto fosse il contratto nazionale», prende posizione Nino Cortorillo, segretario generale della Filt Cgil di Milano. «La verità è che le offerte di Atm hanno l'obiettivo di far parlare i giornali e non quello di intavolare una trattativa reale», taglia corto Piero Pozzoli, segretario generale aggiunto della Uiltrasporti regionale. «Qui non mancano solo i soldi per il contratto: il problema è anche la manutenzione - conclude il discorso Dario Balotta, a capo della Fit Cisl lombarda -. L'ennesima dimostrazione è il deragliamento di questa mattina (ieri per chi legge, ndr. ) di un tram in piazzale Maciachini. Ora le regioni e le aziende del settore si prendano le proprie responsabilità».

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