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Data: 15/08/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Dall'autista di bus ai volontari: tanti i romani che non staccano. «Stakanovisti? Solidarietà, turni e scelta di vita: noi siamo al nostro posto»

Eliana sale sul bus alle 5,12, alla rimessa di Tor Sapienza, e comincia il suo lavoro per le strade di una Roma deserta. Dalla stazione Tiburtina a circonvallazione Cornelia e ritorno, per cinque ore, sulla linea 490. Fino alle 10,23, quando molti suoi concittadini rimasti a casa oggi stanno ancora placidamente sonnecchiando.
Scene di Roma a Ferragosto, di una città «che in questo periodo è bellissima, soprattutto a quell'ora». Specialmente per una giovane autista di Trambus, alle prese ogni giorno con traffico e automobilisti indisciplinati. Eliana Aquilani, 25 anni e una maturità classica nel cassetto, è una dei romani che oggi lavorano, e che sono contenti di vivere la "magia di Ferragosto" della Città eterna. Eliana ama questo lavoro: ha preso la patente per gli autobus lavorando in una scuola guida e poi è stata assunta da Trambus. Contratto part-time a tempo indeterminato: cinque ore al giorno sui bus, domenica esclusa. Sempre la mattina presto, «perché amo guardare la città che si sveglia». Nel frattempo ha anche "adottato un nonno": il signor Pietro, 75 anni, residente al Prenestino e conosciuto da Eliana sul bus 81. «Ci sentiamo spesso al telefono - racconta lei - e quando faccio servizio sull'81 lo avverto: lui sale in piazza Malatesta e scende a San Giovanni, e così ha qualcuno con cui scambiare quattro chiacchiere».
È una delle tante storie di chi lavora a Ferragosto a Roma, senza dimenticare l'importanza di un aiuto e una parola di conforto per chi ha più bisogno. Anche in coppia. Come Maria Rita Manzone e Corrado Reali. Sposati da circa dieci anni, hanno deciso di passare questa giornata insieme in un modo particolare: alla sala operativa della protezione civile del Comune di Roma. Un impegno non di poco conto, vista anche l'emergenza incendi di quest'estate. Oggi sono 70 gli operatori al lavoro sotto il coordinamento degli uffici di Porta Metronia, tra protezione civile, servizio giardini e volontari, con quattro autobotti. «La nostra è stata una libera scelta, nessuno ci obbligava a lavorare a Ferragosto - dice Maria Rita - Ma visto che potevamo comunque passare la giornata insieme, abbiamo deciso di dare la nostra disponibilità». La signora Manzone non ha proprio l'aria di chi si è pentita della propria scelta. «Anzi, mi piace molto poter dare una mano e dire qualche parola di sollievo a chi ne ha bisogno - racconta - E poi Roma in questo periodo è più tranquilla, con poco traffico». Le richieste di intervento, poi, non danno modo di annoiarsi. «Si va dagli incendi di sterpaglie ai problemi con gli animali più vari, dai serpenti agli sciami di api».
Chi la partita con gli incendi la gioca ogni giorno è poi il comando provinciale dei vigili del fuoco. In via Genova oggi è una giornata come tutte le altre, grazie a un piano di organizzazione delle ferie che permette di mantenere sempre l'organico sui livelli standard. Questa mattina alle 8 il comandante Guido Parisi sarà in sede, per fare gli auguri di Ferragosto ai suoi uomini, per poi pranzare in uno dei distaccamenti della Capitale. Tra i vigili regolarmente al loro posto, in via Genova, c'è Carlo Metelli. Ingegnere, 42 anni, Metelli è uno dei funzionari sempre presenti a Ferragosto. «È comunque una giornata particolare, basti pensare che molti cittadini ci chiamano semplicemente per farci gli auguri», racconta. Al Ferragosto di tre anni fa il vigile associa un ricordo particolare, che dona a questa giornata dei vigili del fuoco un'altra, importante, funzione sociale. «Ci chiamò una persona anziana, che aveva grossi problemi di solitudine - ricorda - Vista la giornata tranquilla, senza altre chiamate in attesa, siamo stati più di mezz'ora semplicemente a chiacchierare con lui, per farlo sentire meno solo». Il volume di lavoro da affrontare in una giornata come questa, poi, dipende anche dal clima. «Se piove o ci sono giorni comunque più freschi dobbiamo affrontare meno interventi, ma questo periodo è comunque di lavoro intenso», spiega Metelli, che poi si iscrive al club di quelli che amano la metropoli di metà agosto. «Io tutti gli anni trascorro il Ferragosto qui per scelta - sorride - In questi giorni la vivibilità cresce di molto».
Sul fronte del volontariato, c'è chi spende anche questa settimane al fianco degli anziani da Roma, collaborando con le Oasi realizzate dall'assessorato capitolino alle Politiche sociali. Giacinta Talinucci è una di queste persone. Da 15 anni nel mondo del volontariato, ha dato la sua disponibilità anche in questi giorni, «quando probabilmente c'è ancora più bisogno». La signora Giacinta va ad assistere persone anziane a domicilio, e accompagna i malati di Alzheimer nei centri specializzati. «In questi giorni stiamo insieme ad anziani che vogliono anche semplicemente parlare con qualcuno, passare il Ferragosto in compagnia - dice - Per questo ho deciso di andare in vacanza in altri periodi, per essere disponibile in queste settimane».
Meno altruismo, ma sicuramente uguale determinazione spinge anche i ristoratori a restare "aperti per ferie" anche in questa giornata. Specialmente in aree centrali e a grande vocazione turistica, come Campo de'Fiori. Manuel Manci, 37 anni, gestisce da dieci un ristorante nella storica piazza del monumento a Giordano Bruno. «Abbiamo deciso di restare sempre aperti, pranzo e cena, grazie a questa invasione di turisti che sta riempiendo Roma - spiega Manci - Quest'anno stiamo lavorando più del solito». Le ferie? «Dopo Natale, in inverno. Magari concedendoci ogni tanto una scappatella a mare», chiosa soddisfatto.

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