Da uno studio condotto da ASSTRA-Hermes risulta che su 44 aziende di trasporto pubblico locale italiane la media di evasione tariffaria si attesta al 6%, un fenomeno grave che tradotto in cifre significa un danno economico stimato pari a 140 milioni di euro. Sono queste le risultanze più significative emerse da un convegno organizzato a Venezia nel mese di giugno scorso da ASSTRA, l'associazione a cui aderiscono le principali aziende pubbliche del settore; i dati si riferiscono ad un'indagine approfondita condotta sulle cause dell'evasione tariffaria e sulle possibili soluzioni da ricercare per sconfiggere quella che può essere definita una piaga sociale che colpisce il trasporto pubblico locale non solo in Italia ma anche in altri paesi europei. Stando ai dati emersi dallo studio di Asstra, nel nostro paese il fenomeno presenta caratteristiche disomogenee: infatti, si va da alcune realtà urbane come Trieste e Venezia dove il tasso di evasione si mantiene intorno al 2%, a città come Milano e Napoli in cui la percentuale di coloro che non pagano il titolo di viaggio sale al 6%, per attestarsi a situazioni intermedie come Genova, Roma e Torino che presentano un tasso di evasione intorno al 4%. Nell'evidenziare le difficoltà enormi che le aziende incontrano nel controllare a tappeto il fenomeno, l'indagine lascia intendere che il problema dell'evasione è di dimensioni di gran lunga più grandi di quelle che si possono immaginare leggendo i dati. Un passaggio anche su ciò che accade in alcune città d'Europa: Barcellona, Londra, Lisbona, Praga, Stoccarda, qui il problema è affrontato in maniera organica seguendo piani che assicurano controlli e risultati certi ed efficaci: infatti, il tasso di evasione risulta al di sotto del 4%, quindi sensibilmente più basso che da noi in Italia. Quali le misure per combattere e sconfiggere definitivamente i tanti, troppi "portoghesi" che utilizzano i mezzi pubblici di trasporto? Dal convegno di Venezia arrivano diverse proposte concrete, tutte praticabili, che presentano alcuni punti fermi: ampliare la rete di vendita dei titoli di viaggio, intensificare la presenza del personale di controllo a bordo dei bus, dare al cliente/utente la percezione chiara di un'azienda ben organizzata che vuole vincere la battaglia dell'evasione tariffaria anche per rispetto nei confronti di coloro che il biglietto per viaggiare lo pagano.