Melilla: «Noi siamo popolari, gente di emozioni e sentimenti»
PESCARA - La politica torna in strada, tra le panche di legno degli stand gastronomici delle feste di partito, e riscopre la passione popolare. Come una volta, come alle vecchie feste dell'Unità, l'abbinamento arrosticini-porchetta-bruschetta-musica con i dibattiti pubblici sta riportando tra la gente la voglia di esserci, di dire la propria su grandi ideali e problemi sociali. Cittadini, politici e amministratori seduti agli stessi tavoli a discutere del futuro dell'Italia. E dell'Abruzzo. E' la formula vincente che sta facendo crescere la considerazione della Sinistra unita, la nuova "Cosa rossa", il nascente gruppo che raccoglierà i partiti della izquierda. Sinistra democratica, la grossa fetta dei Ds che ha preso una strada diversa dalla Quercia (Melilla è il coordinatore regionale), Rifondazione (Acerbo, Gelmini, Mura e Santoni tra i leader), Comunisti italiani (Fabbiani Macera e Di Rosa), Verdi (Camilli e Caporale), qualche socialista fuori dal coro e la Cgil in blocco (dal segretario Di Cesare in giù). Tutti ai dibattiti, da Città Sant'Angelo a Penne, Loreto Aprutino e Guardiagrele (questa sera c'è la Festa di Sd), da Pineto a Mosciano Sant'Angelo fino alla Festa di Liberazione di Pescara. E' la Sinistra "popolare", come la definisce il coordinatore Gianni Melilla: «E' la definizione che mi piace di più, quella che rispecchia meglio di ogni altra lo spirito dei suoi simpatizzanti». Gli esponenti della Su hanno già misurato il clima positivo delle loro iniziative e di ciò che chiede la base: «L'esigenza del popolo di sinistra è di fare massa critica. C'è bisogno di un progetto che non sia contrapposto al Pd, ma che sia complementare e aggreghi le forze di sinistra -spiega- La politica è fatta di emozioni e sentimenti: sarebbe un guaio deludere questa attesa della gente per un nuovo protagonismo della sinistra». Non c'è modo migliore che ricevere dai cittadini, nei dibattiti pubblici, le indicazioni su ciò che potrà diventare Sinistra unita nei prossimi mesi: «Ci accorgiamo di questa esigenza di aggregazione proprio in queste occasioni di contatto diretto con la popolazione. Questa massa critica, che nei numeri oggi arriva al 14% del consenso, può arrivare al 20 seguendo lo slancio di questa estate. Assieme al Pd diverrebbe una possibile forza di governo. La sinistra è di fronte ad un bivio: rinnovarsi o scomparire». Arrosticino dopo arrosticino si arriva sempre a parlare della dialettica alto-basso, cioè di chi non ha soldi e di chi ne ha tanti. «Un abruzzese su due non può permettersi una vacanza. E non bisogna stupirsi se il 25% dei lavoratori abruzzesi è precario, e il 70% dei pensionati, 250mila persone, vive con 600 euro al mese. Questi cittadini hanno maturato disprezzo per la politica, a loro dobbiamo dare un'alternativa». La lunga estate della Sinistra unita a settembre accelererà i tempi, ma non lascerà le panche di legno degli stand gastronomici: palato e cervello sembrano andare molto d'accordo. «E' il modo migliore per far lievitare il movimento dal basso, senza imposizioni dei partiti», chiude Melilla.