PESCARA. Prima L'Aquila, ultima Teramo. E' il capoluogo regionale tra i Comuni abruzzesi ad avere la pressione tributaria più elevata. Dai risultati dell'analisi dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre emerge che ogni Aquilano ha versato nel 2005 ai propri enti locali tasse, tributi e addizionali (regionali, comunali, provinciali) la cifra di 1.315,81 euro; un Teramano, invece, ha versato 1.077,88 euro. Risparmiando circa 250 euro.
In questa graduatoria, Pescara si pone al secondo posto per i versamenti dei contribuenti che pagano a testa 1.290,54 euro, mentre i chietini sono terzi con 1.192,40 euro. Tutti i capoluoghi abruzzesi però sono sotto la media nazionale che si attesta su 1.434,13 euro.
Una cifra che scende drasticamente per Enna dove i cittadini pagano solo 604,01 euro pro-capite. Il centro studi della Cgia di mestre ha analizzato così il «peso», sul portafoglio dei cittadini, della pressione tributaria locale intesa come rapporto tra la sommatoria delle entrate tributarie versate al Comune, alla Provincia e alla Regione e la popolazione residente.
Tra i capoluogi vicino all'Abruzzo si passa ai 1.446,00 di Ascoli Piceno e quindi i cittadini del centro Marchigiano pagano di più di quelli abruzzesi. mentre nel Molise, a campobasso i residenti versano nelle casse degli enti locali 1.076,08, in pratica un euro in meno dei teramani.
La Cgia di Mestre ha preso in esame questi paramentri: nei Comuni si considera l'Ici, l'addizionale comunale Irpef e la tariffa per l'asporto dei rifiuti urbani. Per la Provincia, l'imposta sulla Rc auto, l'addizionale sulla bolletta dell'Enel e l'imposta di trascrizione. Per la Regione, l'Irap, la compartecipazione dell'Iva, l'addizionale regionale sull'Irpef e la compartecipazione sulle accise della benzina. Sul totale delle tasse versate agli enti locali, il 53,5% è di pertinenza delle Regioni, il 5,6% delle Province e il rimanente 40,8% dei Comuni.
2006-07 tasse più salate Questa l'analisi del 2005, ma per i cittadini abruzzesi il 2006 e il 2007 è stato un ulteriore salasso, almeno per e Irpef e Irap. Nel 2007 la pressione fiscale imposta agli abruzzesi dalla Regione è arrivata al massimo storico per quanto riguarda l'addizionale Irpef che è stata portata all'1,9%, mentre l'aliquota Irap al 5,5%. Tutto ciò a causa del buco della sanità per il quale il Governo nazionale ha"ordinato" alle Regioni che non hanno raggiunto il pareggio nella spesa sanitaria il ripianamento del deficit attraverso l'aumento di Irpef ed Irap. Con una legge approvata tra le polemiche delle opposizioni di centrodestra e le proteste di sindacati ed associazioni di categoria verso la fine del dicembre scorso, la Regione ha deciso l'aumento dello 0,40 dell'Irpef (passata dall'1,40% all'1,90%) e di un punto percentuale dell'Irap (passata dal 4,5% al 5,5%). Sulla base di quella legge che ha permesso il recupero di circa 150 milioni di euro, la maggioranza di centrosinistra ha varato poi il bilancio di previsione e la Finanziaria 2007. Per il 2008 bene che vada gli abruzzesi si troveranno ad affrontare la stessa pressione fiscale.