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Pescara, 13/05/2026
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Data: 19/08/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Legge Omnibus, soldi a chiese e marciapiedi. Patto tra Unione e Cdl: la pioggia di fondi per piccoli Comuni e luoghi di culto

PESCARA. Sui fondi a pioggia dati ad associazioni e enti per realizzare manifestazioni culturali e sportive, (circa un milione 650 mila euro) centrosinistra e centrodestra si sono insultati. Ma per i soldi dati per la sistemazione di chiese e strade, invece, il voto è stato condiviso e con tanti «inserimenti» chiesti e ottenuti dalla Casa delle Libertà. Oggi siamo alla seconda puntata dei fondi a pioggia della legge Omnibus approvata dal Consiglio regionale. Si tratta di 558 interventi per un totale di 16 milioni di euro. Legge contestata, giudicata dispendiosa e che potrebbe essere rimessa in discussione con un atto abrogativo. Finora, però malgrado le polemiche, l'elenco resiste agli attacchi.
«Non ho difficoltà ad ammettere», fa presente Paolo Tancredi, vice coordinatore e consigliere regionale di Forza Italia, «che per gli interventi nei Comuni anche la minoranza ha dato le sue indicazioni». Il listone che si dipana per 25 pagine, è l'allegato "C" della Omnibus (che è un insieme di iniziative eterogenee), i fondi assegnati per lo più a piccoli comuni oscillano dai 5 mila euro, dati a Bolognano e Cerchio ai 400 mila euro, assegnati a Guardiagrele per interventi nelle strutture sanitarie. Anche in questo caso, come per la pubblicazione di ieri, sui soldi dati per manifestazioni culturali e sportive, quelle che per la Regione rientrano in «grandi eventi», non ci sono criteri chiari sulle scelte.
La questione di metodo è stata sollevata da una parte dei Ds che, pur avendo votato la legge, sottolineano che molte cose sono poco chiare. Ora è l'opposizione a rimarcare un altro aspetto che vale per tutti i 40 consiglieri regionali, da destra a sinistra.
La legge Omnibus è uno strumento che i consiglieri utilizzano come un treno dove ognuno aggancia un suo provedimento frutto di promesse e sollecitazioni che arrivano dai «territori» e collegi elettorali. Oggi, in un periodo di vacche magre e di trasferimenti statali fatti con il contagocce, al politico regionale non rimane altro che gestire pochi spiccioli e magari nemmeno certi. Alla Regione le cifre ormai parlano chiaro: per la sanità si spende oltre l'80% del bilancio, (con un dato impressionante, la sanità assorbe 250mila euro l'ora) mentre per il resto non rimane quasi nulla.
L'accusa che il centrodestra e una parte del centrosinistra rivolge al presidente Del Turco e all'assessore al bilancio D'Amico, è di aver messo in crisi, con il patto Regione-Governo per il rientro dei debiti della sanità, l'intero sistema di spesa della Regione.

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