SULMONA. Si accende ulteriormente la polemica intorno all'ipotesi di trasformare lo stabilimento Finmek in un altro centro commerciale. Il progetto sarebbe stato elaborato dalla Konor, la finanziaria che ha trattato l'acquisto del sito dalla Erifin, la finanziaria del gruppo industriale fallito nei mesi scorsi. In realtà la Konor all'inizio aveva parlato di «progetto industriale», ipotizzando l'insediamento di una società marsicana di elettronica che però non attraversa un ottimo momento. Di qui forse il cambio d'indirizzo. Che fa quasi scandalizzare i sindacati e non piace neppure a Confindustria.
L'unica voce favorevole o comunque non pregiudizialmente ostile resta quella dell'onorevole Paola Pelino (Fi) che pure ha chiesto garanzie per i lavoratori in Cig. I contrari al progetto replicano che, come come dimostrano i dati di vendita, la mancanza di lavoro ha già ridotto il fatturato del commercio per cui insistere sul quel fronte sarebbe un grave errore.
«Non condividiamo assolutamente l'idea che sorga un altro supermercato nel nucleo industriale», ha detto ieri Damiano Verrocchi, segretario provinciale della Cgil, «anche perché le recenti indagini dimostrano che c'è stata una flessione di vendite che sfiora il 25 per cento. Secondo noi il territorio ha bisogno di sviluppo e rilancio industriale per superare una crisi profonda che sta destabilizzando l'intero tessuto sociale. Quindi anche il commercio. Le organizzazioni sindacali», ha aggiunto l'esponente Cgil, «non sono mai state informate di questo progetto di centro commerciale e per la Cgil è interessante conoscere il ruolo delle istituzioni perché, se deve esserci cambio di destinazione d'uso del capannone Finmek da industriale a commerciale, qualcuno deve pur autorizzarlo. Ci sono 140 lavoratori della Finmek in cassa integrazione», ha concluso Verrocchi «che aspettano un piano industriale per tornare a lavorare. E' pazzesco pensare di riconvertire maestranze dell'elettronica in operatori di un centro commerciale».
Non proprio favorevole all'apertura di un ipermercato nella zona del nucleo anche Fabio Spinosa Pingue, presidente provinciale dei giovani industriali di Confindustria. «Per come è cagionevole lo stato di salute del territorio», afferma, «dobbiamo incoraggiare gli imprenditori e tutti coloro che vogliono creare autentica occupazione ad investire nella zona, ad una condizione però: il rispetto delle regole. E quella del nucleo è una zona destinata ad attività industriale. Non è una forma di protezionismo perché la nostra è una competizione regionale, ma è necessità del rispetto dei parametri. Ritengo che non si possano usare operai da ricollocare come espediente». Spinosa Pingue chiede infine «un incontro al Cda del nucleo, impegnato nella revisione del Prg, per dare anche il contributo della categoria ai lavori».