PESCARA. «Serenità e condivisione». E' il credo predicato da Tommaso Ginoble della Margherita dopo che nei giorni scorsi è stato folgorato da un annuncio venuto dall'alto. Dal presidente del Senato, Franco Marini che nella messianica iconografia "La Cena di Fossa" ha parlato in modo ispirato su chi potrà vestire e sedere alla guida del partito democratico abruzzese. Il presidente non ha fatto esplicitamente il nome di Ginoble, cosa che in politica non è mai possibile se c'è di mezzo una elezione, come quella che si prevede per il Pd. Ma sul nome di Ginoble c'è il suo alto gradimento.
Gradimento ormai riconosciuto a chiare lettere anche dal presidente della giunta regionale, Ottaviano Del Turco che lo indica «come il migliore assessore ai trasporti della Regione». Insomma la strada è aperta, ma Ginoble è cauto ed accetta solo di essere considerato un «uomo di pace, di serenità, di dialogo», pronto a fare il balzo solo «se gli verrà chiesto», anzi, precisa più dubitativo e impersonale, «qualora verrà chiesto». «Chi mi conosce», spiega Tommaso Ginoble, «sa che la mia gioventù l'ho trascorsa nello sport, giocavo a basket con il Roseto ed ero considerato un buon "playmaker", che è il giocatore che ha il compito di guidare la squadra, di fare unione e, nel contempo, di leggere il gioco delle squadra avversaria. Ho usato questo ruolo anche in politica. Credo che sia importante riuscire a fare gioco di squadra, stare insieme per un progetto». Dopo l'immagine del buon giocatore, confermata da molti amici e nemici politici, che lo ricordano come un'icona del Roseto basket, Ginoble torna al più coinvolgente tema dell'attualità politica. «Se la mia persona potesse essere utile», dice, «se portasse serenità, se fossi cercato per questo ruolo, credo che tutti insieme ne potremmo discutere. Accetterei se mi venisse chiesto per creare un clima sereno e condiviso». Alla obiezione che il dibattito oggi va nella direzione opposta, Ginoble sceglie uno stile politico soffice. «Il dibattito è sempre positivo», sostiene l'assessore della Margherita, «dobbiamo allargare la platea di coloro che partecipano, soprattutto le persone che dall'esterno vogliono partecipare dai diversi settori della società che sono portatrici di diverse sensibiltà». Ginoble oltre ad essere stato un playmaker ora riesce a toccare le corde profonde del fare politica. «Noi che apparteniamo al mondo della politica», prosegue con un tono di voce umile e partecipe, «dobbiamo essere utili, porci con generosità e disponibilità verso questa ricerca di dialogo e confronto. Non dobbiamo avere timori di aprirci perchè dobbiamo essere capaci di riallacciare quel filo ideale, tra coloro che svolgono un ruolo di amministratori e coloro che ci hanno delegato a questo. Oggi per le famiglie, troppe famiglie, sono momenti difficili, non dobbiamo dimenticarci di chi soffre. L'ascolto dei problemi della società è un fatto importante e noi del Partito democratico non possiamo tirarci indietro».