Operai lungo la costa per rimuovere erbacce e rifiuti
FOSSACESIA. Ci sono voluti mesi di proteste e a estate quasi conclusa è arrivata la soluzione. Ma tant'è. Da ieri le Ferrovie stanno pulendo le aree di risulta lungo la Costa dei trabocchi. Gli operai sono "partiti" da Torino di Sangro, per poi proseguire verso nord, a Fossacesia, Rocca San Giovanni e San Vito. Nei giorni scorsi i Comuni avevano emesso le ordinanze per intimare all'Anas e alla Rete ferroviaria italiana di pulire le aree di loro competenza: Statale 16, Fondovalle Sangro e, appunto, le aree di risulta dell'ex tracciato ferroviario in abbandono da quasi due anni. Sempre ieri, in tarda mattinata, il responsabile dell'Unità territoriale infrastruttura della Rete ferroviaria italiana (Rfi) di Pescara, Alberto Cialone, ha effettuato un sopralluogo a Fossacesia, insieme al sindaco Enrico Di Giuseppantonio e ai tecnici di Rfi e del Comune. Sono state individuate le aree per un intervento prioritario, in particolare quelle a ridosso delle abitazioni. Inoltre, è stata ravvisata la necessità di sistemare un passaggio pedonale per i bagnanti che parcheggiano nei pressi dell'ex stazione ferroviaria per poter raggiungere il mare. Nel corso del sopralluogo sono stati scoperti atti vandalici nell'edificio dell'ex stazione. Lavori di pulizia, da qualche giorno, sono in corso anche lungo la Statale 16. Per la Fondovalle, invece, c'è da aspettare. «E' chiaro che la pulizia delle aree è onerosa per Rfi», ha commentato il sindaco Di Giuseppantonio, «proprio per evitare di arrivare a questo punto, avevamo chiesto alle Ferrovie di utilizzare in comodato gratuito le aree e in cambio i Comuni si sarebbero accollati l'onere di provvedere alla pulizia che per legge compete all'ente proprietario. Peccato che la proposta abbia fatto il giro degli uffici del gruppo, rimbalzando da una scrivania all'altra, ma senza risposta». Intanto, il 28 a Chieti sarà esaminato, l'accordo di programma tra i Comuni e la Provincia per l'acquisto, la gestione e la trasformazione delle aree di risulta, mediante un piano territoriale condiviso che comprenda anche i terreni posti 150 a monte e a valle dell'ex tracciato ferroviario.