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Pescara, 15/05/2026
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Data: 23/08/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Acqua, D'Ambrosio riapre i pozzi contaminati. È scontro tra il presidente dell'Ato e Goio. Srour: «Quella falda è sospetta»

PESCARA. Alle 18,10 di ieri il pozzo 6 di Castiglione a Casauria è tornato a funzionare. Il presidente dell'Ato, D'Ambrosio, con un atto di forza senza precedenti, ha ordinato di togliere i sigilli a tutti i pozzi, dopo che, in mattinata, l'assessore regionale, Srour, aveva garantito che non sarebbero stati mai più riaperti, perché contaminati da sostanze tossiche. Entro stasera, forse, tornerà l'acqua nelle case. Ma è potabile? I pareri continuano ad essere contrastanti.
Sta di fatto che i cittadini sono arrivati al 21esimo giorno con i rubinetti a secco. La crisi idrica si sta trasformando sempre di più in emergenza sanitaria. Così D'Ambrosio, invece di attendere l'apertura del nuovo pozzo a Bussi, prevista per domenica prossima, ha pensato bene di fare un blitz per risolvere alla radice il problema della mancanza d'acqua. Martedì scorso ha inviato una diffida a Goio e, dopo aver ricevuto risposta negativa, ha firmato l'ordinanza. Ma fino a ieri sera l'acqua non era ancora tornata. E' il caos totale. Sabato verrà riaperto anche il pozzo 4. L'ordinanza del presidente dell'Ato ha aperto uno scontro istituzionale senza precedenti che avrà quasi certamente un seguito. Il provvedimento è arrivato al termine di una giornata convulsa, piena di colpi di scena. E' iniziata con questa dichiarazione di Srour: «Non si può dare da bere ai cittadini abruzzesi acqua anche minimamente sospetta».
«E' UN SITO INQUINATO». Alle 11, nella sede della Regione di viale Bovio, comincia la riunione sul problema dell'acqua, convocata il giorno prima da Srour. Al tavolo si siedono il presidente della Regione. Ottaviano Del Turco, l'assessore, Srour, il commissario straordinario del Bacino Aterno-Pescara, Adriano Goio, il prefetto Giuliano Lalli. Dopo un'ora Srour e Goio escono dalla stanza e annunciano, in una conferenza stampa, che i pozzi chiusi non verranno più riaperti, perché si trovano nelle vicinanze della discarica di sostanze tossiche, a Bussi. «Noi sappiamo che i pozzi di Campo Sant'Angelo, a Castiglione a Casauria,» afferma l'assessore «attingono acqua dal sito inquinato di Bussi». «Non cambia la questione» aggiunge Goio «se poi si mettono i campioni di acqua sui carboni attivi e le analisi risultano buone. Quali garanzie si danno alla gente? Nessuna, vige a questo punto il principio di precauzione». «Capisco i disagi per la gente, ma qui c'è un rischio per la salute», avverte il commissario. Goio poi rivela che potrebbe essere aperto già domenica prossima il primo dei nuovi pozzi di Bussi: «Ora toccherà all'Aca calare le pompe nel pozzo e una volta che le acque saranno chiare, l'Arta eseguirà le analisi per verificare la potabilità».
IL VERTICE IN COMUNE. Alle 13, si svolge una seconda riunione sull'acqua. E' stata convocata dal sindaco, Luciano D'Alfonso, che esce finalmente allo scoperto per coordinare un piano per l'emergenza idrica. Al vertice partecipano il prefetto, Lalli, i responsabili dell'ufficio d'igiene della Asl e dell'Arta, Roberto Rongione e Gaetano Basti, il direttore generale dell'Aca, Bartolomeo Di Giovanni. Alla riunione si parla di come poter accelerare i tempi per l'apertura del nuovo pozzo di Bussi dal quale usciranno 120 litri al secondo d'acqua. Di Giovanni, rettificando quanto detto prima da Goio, avverte che il pozzo non potrà essere messo in funzione prima di giovedì 30.
BLITZ DI D'AMBROSIO. Durante la riunione, il colpo di scena. Arriva il presidente dell'Ato e annuncia: «Oggi firmo l'ordinanza per far riaprire i pozzi. Dopo le analisi buone dell'Arta e i pareri favorevoli della direzione regionale della sanità e della Asl sull'acqua prelevata dai pozzi, vengono a cadere i presupposti dell'ordinanza di chiusura del commissario. L'acqua è potabile». La sua dichiarazione è come un guanto di sfida lanciato a Srour e a Goio, che più tardi replicheranno così. «Ne pagherà le conseguenze» dice il commissario «io sono un commissario di governo e i miei atti possono essere revocati sono dal presidente del Consiglio, che mi ha nominato e dalla magistratura, che è indipendente». «D'Ambrosio si assume la responsabilità» commenta l'assessore «non escludo di bloccare questo atto, ma posso già dire che faremo un provvedimento per escludere per sempre i pozzi di Castiglione dall'elenco dei siti dove emungere acqua». Anche D'Alfonso prende le distanze da D'Ambrosio: «Questa riunione non ha nulla a che vedere con la decisione del presidente dell'Ato».
In serata, il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Tagliente, chiede la convocazione di un consiglio straordinario. Il presidente del consiglio regionale, Marino Roselli, replica facendo presente che la richiesta va firmata da 10 consiglieri.

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