Stazioni degradate, interviene la Filt-Cgil che ancora una volta fa notare i disservizi e lo stato di abbandono degli scali dell'intera provincia che in questi giorni da "bollino rosso", più che da Ferragosto vedono protagonista anche il capoluogo. Già, perchè osserva il segretario generale Vito Luciano (nella foto), portavoce a questo punto delle proteste di pendolari e vacanzieri, «è proprio vero che le stazioni ferroviare sono il simbolo dei territori in cui sorgono». «Con gli anni si sono abbrutite, somigliando sempre più a veri ghetti, luoghi di ritrovo di spacciatori e tossicodipendenti, pericolosissime di sera per chiunque abbia il coraggio di avventurarsi», esordisce Luciano. Che poi dà via al cahier de doléance. Si parte da Salerno, la cui stazione è interessata da un piano di restyling. Ebbene: le pensiline e l'impianto di illuminazione unitamente all'ascensore ai binari 6 e 7 (dovranno servire ad accogliere l'arrivo e la partenza della metropolitana) sono fermi da tempo. E, ancora: gli ascensori sul primo e terzo binario, costruiti per agevolare i diversamente abili, pur completati non sono stati collaudati; i bagni pubblici sono chiusi dalle 22 alle 6; persino la fontanella del terzo binario non eroga acqua da anni. Luciano passa poi ad analizzare la provincia. «Trenitalia - lamenta - dal 10 al 26 agosto sulla tratta Nocera Inferiore-Salerno via Cava de' Tirreni ha dimezzato le corse ed annullato molti servizi. Il colpo più duro è stato inferto a Cava, località turistica per eccellenza, con la chiusura della biglietteria e del punto di informazione al pubblico. Accade solo nella nostra provincia di vedere i servizi ridotti, trascurando il fatto che chi va in vacanza sceglie località facilmente raggiungibili e ben servite». Per quel che riguarda gli altri scali del Salernitano oltre al degrado e all'abbandono sono ormai rifugio di drogati e barboni. «In questa situazione - sbotta Luciano - le ferrovie e le amministrazioni locali scaricano le responsabilità con il risultato finale dell'assenza di validi provvedimenti al riguardo. Quest'atteggiamento pilatesco deve finire perchè la situazione nelle stazioni è di vera emergenza in relazione alla sicurezza, all'ordine pubblico, all'igiene, all'assistenza dei viaggiatori, nonchè al decollo si un sistema integrato di trasporti, volano di sviluppo turistico e di economia dell'intera provincia».