Ventisei ore fermo in aeroporto a Bologna in attesa di salire su quel volo che il giorno prima avrebbe dovuto portarlo a New York. E' l'odissea vissuta dal consigliere comunale Carlo Masci, con moglie, figlia e altri 250 passeggeri che come lui pensavano di passare Ferragosto nella Grande Mela e invece si sono ritrovati accampati nello scalo emiliano. Intorno alle 10.30 del 15 agosto Masci è salito sull'aereo Eurofly che garantisce il collegamento Pescara-New York, con 56 persone a bordo. «Durante il volo si sentivano strani rumori, ma poi ti distrai e non ci pensi», ha ricordato Masci. A Bologna lo scalo per imbarcare altri passeggeri, ma lì l'attesa per la ripartenza (prevista per le 12) comincia ad allungarsi senza sapere perchè. «Nel tardo pomeriggio c'è stata la nostra sommossa e solo allora la Compagnia ci ha spiegato che il ritardo era dovuto a un guasto tecnico. Ma doveva essere solo un ritardo, invece a mezzanotte e mezza ci hanno detto che l'aereo era stato riparato, ma il personale era andato a dormire, saremmo partiti il giorno dopo», ha ricordato Masci. Non è finita: il 16 agosto sveglia per tutti alle 5, per partire alle 9. E invece altro ritardo: l'aereo è decollato alle 14.20. «Abbiamo perso una notte pagata in albergo e un giorno di vacanza a New York, abbandonati dalla compagnia in aeroporto a ferragosto», ha concluso Masci.