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Data: 25/08/2007
Testata giornalistica: Corriere della Sera
«Alitalia? Scomparirà come azienda italiana». Alessandro Profumo al Meeting di Rimini con l'ad di Eni, Bersani e Letta

RIMINI - Il tentativo di difendere l'italianità di Alitalia non ha funzionato affatto. Anzi, tanti sforzi hanno avuto un effetto perverso: la compagnia scomparirà come azienda italiana. E' il parere l'amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, che aveva partecipato alla gara per la privatizzazione della compagnia di bandiera a fianco della russa Aeroflot. «Alitalia l'abbiamo difesa così bene che scomparirà come impresa italiana - ha detto nel corso di un convegno al meeting di Rimini - a forza di tutelare, tutelare, tutelare, l'impresa non ha avuto la capacità di stare in piedi». Alla
Alessandro Profumo
tavola rotonda ha partecipato anche il ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, l'ad di Eni, Paolo Scaroni, Henry Giscarg d'Estaing, presidente di Club Med, e Massimo Capuano, ad di Borsa Italiana. Il tema del convegno era l'impresa e la missione dell'imprenditore: «L'onore di fare impresa», con il presidente della Compagnia delle Opere, Raffaello Vignali in veste di moderatore.
SCARONI: SCUOLA E INFRASTRUTTURE - «Dobbiamo creare le condizioni per far nascere e crescere le nostre imprese. Non penso a sussidi o a contributi a fondo perduto o a finanziamenti agevolati. Penso alla necessità di dotarci finalmente di infrastrutture moderne e di un sistema educativo eccellente», è questa la ricetta dell'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni, per far crescere le imprese nel mondo globale. Secondo Scaroni realizzare infrastrutture e sistema educativo «è responsabilità esclusiva della politica e delle istituzioni. Non si può certo pretendere che un imprenditore costruisca strade, ferrovie o un sistema scolastico. La politica italiana - ha aggiunto il numero uno dell'Eni - conserva su infrastrutture ed educazione una sovranità sostanzialmente illimitata», ma nonostante ciò «non dobbiamo cedere alla tentazione di attribuire tutte le colpe al sistema politico». Secondo Scaroni, è piuttosto la società che impedisce la realizzazione di quanto necessario per metterci al passo con gli altri. L'ad di Eni ha fatto l'esempio della Tav e dei rigassificatori, «dove esigue minoranze militanti si oppongono alla realizzazione delle infrastrutture di cui abbiamo bisogno».
LIBERALIZZAZIONI - E la politica, impersonata nella giornata riminese dal ministro Bersani (che ha ricevuto applausi dal popolo di Cl al suo ingresso in sala, assieme a Enrico Letta: il ticket mancato per l'alternativa
Pier Luigi Bersani (fotogramma)
a Veltroni-Franceschini), ha risposto promettendo altre liberalizzazioni: dopo le «lenzuolate» dei mesi scorsi presto toccherà anche a tlc, energia e Ferrovie. «Occorre avere un atteggiamento attivo - ha detto il ministro - e mi aspetto che a settembre il Parlamento prenda atto che approvare un pacchetto di liberalizzazioni significhi stimolare la crescita. I settori a cui guardiamo - ha aggiunto - sono tlc, energia, aree industriali e bonifiche e Ferrovie, dove avremo i binari e sarà interessante avere anche i treni per avere uno sviluppo del trasporto su ferro enorme».

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