L'AQUILA. Una sola società regionale dei trasporti con la fusione di Arpa, Sangritana e Gtm e con il taglio di Cda e poltrone, possono attendere. E' questa la risposta dei vertici di due delle tre aziende, che pur cautamente favorevoli con la proposta della giunta regionale, frenano sui tempi di attuazione. I due presidenti Loredana Di Lorenzo della Sangritana e Donato Renzetti ddela Gtm, per ora frenano e sperano in qualche ripensamento, o aggiustamento della giunta.
Con toni diversi, infatti, sottolineano la complessità dell'operazione anche alla luce dello status di Spa, e quindi non vedono una riforma in tempi molto stretti. Nicola Basilavecchia, presidente dell'Arpa, azienda a cui la Regione vuole affidare un ruolo primario nel futuro assetto, invece, pur interpellato non ha voluto dure la sua sull'operazione promossa dall'assessore regionale ai Trasporti Tommaso Ginoble. Comunque, sia la Di Lorenzo più impegnata a dare indicazioni, sia Renzetti attendono comunicazioni ufficiali ma sono pronti, essendo in prima linea nella gestione, a dare il loro contributo. L'impressione è che la giunta regionale porterà avanti in tempi brevi la riforma che fa parte del piano di razionalizzazione e riduzione dei costi della politica di enti e società regionali. Anche alla luce del fatto che Cda e presidenti delle tre aziende sono in scadenza nel maggio del prossimo anno: costituendo la holding i contratti non verrebbero rinnovati. «Sono d'accordo in linea generale con tutti i processi di razionalizzazione», ha detto Di Lorenzo, «però bisogna agire con attenzione tenendo presente la situazione attuale che, per esempio, vede la Sangritana caratterizzata da una organizzazione complessa che fa più servizi e che punta soprattutto a sviluppare il settore merci che è un business economico in atto da intercettare perché può produrre utili reali e concreti a vantaggio di tutti. I tempi? Non ne ho idea. Aspettiamo di conoscere la proposta, ma gli esperti devono fare ipotesi condivise in modo da fare le cose per bene. Voglio sottolineare che a livello nazionale si sta ancora riflettendo sui modelli: in alcune Regioni si stanno facendo scelte diverse dalla holding». Per la Di Lorenzo, il trasporto merci su ferro è il futuro anche in considerazione dell'indirizzo politico dell'Unione Europea. Ecco il pensiero di Renzetti: «Sono d'accordo, perché questa operazione può portare ad un miglioramento complessivo del servizio e ad una razionalizzazione dei costi, soprattutto di carattere generale, gestionale. Sappiamo che c'è questa idea attendiamo notizie in merito».