Crescita: più difficile raggiungere l'obiettivo del 2% di aumento del Pil. E sulle rendite il ministro preferisce non pronunciarsi
TELESE. Avanti con il risanamento dei conti pubblici ma niente tasse in arrivo: la prossima finanziaria sarà di «tregua fiscale». Il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, invita a non abbandonare la strada intrapresa, «a tenere la rotta»: «Se la strada è giusta darà i suoi frutti», anche perchè «nessun Governo a un anno dalle elezioni vincerebbe di nuovo». Certo è che i problemi gravi dell'Italia non si risolvono nemmeno in cinque anni, ma in dieci».
Tregua fiscale, dunque, ma anche contenimento della spesa, avverte il ministro dell'Economia - che però non si sbilancia su una possibile riduzione del carico fiscale - anche perchè «la prossima Finanziaria dovrà reperire le risorse necessarie a coprire spese non iscritte nella legislazione, ma inevitabili». I 21 miliardi di cui parlano alcuni quotidiani, spiega, si riferiscono alle spese eventuali contenute nel Dpef, nel quale vi sono indicate le esigenze per una ipotetica copertura delle richieste.
Oltre al contenimento delle spese, Padoa-Schioppa indica l'altro pilastro della politica economica del governo, la lotta all'evasione fiscale. Per chi rispetta le regole, spiega, «il carico fiscale é eccessivo: stime, non nostre, parlano di 100 miliardi di imposte evase all'anno».
A Luigi Abete e agli imprenditori che chiedono meno tasse e meno incentivi, il ministro non dice di no, ma ricorda loro rivolgendosi a Diego Della Valle, «quanta riduzione del carico tributario ha fruttato alle loro imprese il taglio del cuneo fiscale. Quest'anno per le imprese é stato straordinario: la riduzione del carico fiscale non ha precedenti. Soffermiamoci su questo prima di mettere in cantiere altro».
In tema di crescita del Pil, Padoa-Schioppa ha osservato come «l'obiettivo del 2%» per quest'anno è ora «più ambizioso di due mesi fa». Nel secondo trimestre, infatti, l'economia ha rallentato e «ci vorrebbe un recupero» nei prossimi trimestri per centrare il target fissato.
Per sapere se le turbolenze registrate sui mercati finanziari avranno effetto sulla crescita italiana - osserva - ci vorrà ancora del tempo. «In tre-quattro settimane stime aggiornate di crescita. Al momento ci sono due ipotesi sugli effetti delle turbolenze estive: secondo la prima, sono stati colpi di tuono cui non é seguita né pioggia, né grandine, non ce li dobbiamo aspettare, le banche centrali hanno reagito prontamente e tutto continuerà; la seconda é che il colpo é stato un avvertimento della condizione di squilibrio dell'economia mondiale che non può durare più a lungo».
La tregua promessa da Padoa-Schioppa viene letta come una vittoria della Lega dal coordinatore del Carroccio Roberto Calderoli: «La nostra rivolta fiscale, prima ancora di partire, sta già ottenendo risultati clamorosi, prima ha stoppato l'ipotesi di aumento delle tassazioni dei bot e delle rendite fiscali, e ora costringe Padoa-Schioppa a dichiarare che la prossima Finanziaria sarà di tregua fiscale».
Alla tregua non crede Forza Italia che con Fabrizio Cicchitto si chiede come il governo troverà i 25 miliardi necessari. Da sinistra il ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero, si dice d'accordo sulla tregua fiscale e sulla lotta all'evasione ma «il punto non é però quello di realizzare una tregua fiscale, bensì di far pagare meno tasse ai lavoratori e ai pensionati e di tassare invece le rendite».
«Non basta una tregua, serve una vera e propria svolta fiscale. Flat tax al 20%», aggiunge Daniele Capezzone, presidente della commissione Attività produttive della Camera.