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Pescara, 15/05/2026
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Data: 29/08/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Legge Omnibus e i nuovi politici abruzzesi di Remo Gaspari

Gentile direttore, affido alla sua cortesia le mie precisazioni relative ai problemi di attualità in cui sono stato chiamato in causa con il Centro.
L'invaso di Chiauci, dopo l'incontro con il presidente Torricella, mi sono attivato presso tutti gli organismi ministeriali, tranne il vice ministro D'Antoni che incontrerò al mio rientro a Roma, senza risultati positivi poichè la materia è stata trasferita alla competenza regionale. Mi sono allora, rivolto alla Regione ma non ha, sin ad ora, ottenuto risultati e neanche una risposta. Ora spero molto nella forza che nasce dalla pubblicazione sul Centro. Venendo al vergognoso e incredibile sperpero di pubblico denaro dalla «legge Omnibus», che non ha precedenti e non avrà seguito in alcuna delle regioni italiane, mi spiace molto dissentire del rinvio del «veto» ad altre future iniziative. E' una presa in giro. Il Presidente Ciampi, mi richiamò ad una prassi, e quando si è trattato di iniziative che potevano confliggere con gli interessi generali del Paese, come i predecessori, non ha mai esitato a negare la firma.
In questo caso addirittura in presenza delle iniziative assunte dal Pds, principale partito della coalizione di governo. Aggiungo che l'occasione è propizia anche per ricordare ai lettori che non si tratta di iniziativa isolata perchè ve ne sono anche altre precedenti prese di posizione del Pds contro la pioggia di «incarichi mangerecci» che affliggono la Regione Abruzzo e trasformano gli ideali e i programmi della politica in un mestiere altamente retribuito.
Venendo alla Sanità non mi sono mai schierato a difesa degli ospedali attuali, ma ho soltanto chiesto che si applichi la legge che ho sostituito: le Unità sanitarie locali con le Aziende sanitarie locali, ospedali inclusi, che dovrebbero avere dallo Stato solo il corrispettivo dei beni e servizi prodotti e non il pagamento a piè di lista. La suddetta riforma darebbe ai cittadini utenti il potere di stabilire, con la «domanda di salute» tutte le strutture sanitarie e la rete ospedalierà perchè non vedo come si potrebbe sostenere la pretesa di mantenere strutture e ospedali che non siano oggetto di adeguata domanda di beni e servizi sanitari. Riciccia poi la solita accusa a un gasparismo che non è mai esistito. Il solo merito che mi sono sempre attribuito è stato l'aver realizzato l'unità degli abruzzesi e la loro determinante partecipazione alle scelte strategiche, realizzate con la partecipazione di tutti i partiti che hanno portato la Regione Abruzzo dall'ultimo al primo posto tra le regioni del Mezzogiorno d'Italia e, poi, per anni, al primo posto tra le regioni del Mezzogiorno d'Europa. Purtroppo questa unità di popolo non c'è più e la classe politica attuale riesce a confezionare solo leggi «Omnibus». Non è stato realizzato da 14 anni un solo nuovo intervento strategico, e quelli che erano in corso sono rimasti tali. Ma finalmente, lo scorso anno, il presidente Del Turco ha rilanciato due grandi iniziative strategiche che tutti gli abruzzesi hanno apprezzato nel loro grande valore e come l'atteso segnale di una nuova politica di sviluppo. Ma è ormai passato un anno e non si ha notizia dell'inizio di una procedura attuativa. Per cui comincia a emergere la preoccupazione che all'iniziativa valida e coraggiosa del presidente si sia opposto il solito freno della coalizione con le pesantissime conseguenze che ne consegueno allo sviluppo del reddito e dell'occupazione giovanile.

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