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Pescara, 15/05/2026
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Data: 30/08/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Partito democratico, i dubbi della società civile. Dal gelo di Confindustria alla delusione di Federconsumatori. Gli artigiani sperano

La Coldiretti: ripristinare la concertazione sui problemi dei settori produttivi

PESCARA. Il Partito democratico per la società civile è un oggetto non identificato. Un Ufo che le categorie, dagli artigiani agli imprenditori, dai dirigenti di azienda alla Confagricoltura, fanno fatica a vedere e seguire. Eppure i partiti fondatori, Ds, Margherita e gli ex Sdi di Alleanza riformista, fanno affidamento sulla "società civile" «valore aggiunto» che imprimerà al Pd «energia ed entusiasmo».
Così ieri il Centro ha chiesto ad alcuni esponenti regionali di varie e rappresentative associazioni cosa pensano, essendo loro, a quanto pare in modo inconsapevole, «i veri costruttori» del Partito democratico, sia del nuovo «soggetto politico», sia dei possibili segretari. Secondo i partiti, infatti la «società civile» dovrebbe assieme a loro generare «entusiasmo» e portare al voto, il 14 ottobre, circa 50 mila abruzzesi che aderiranno alle primarie. Si tratta di nomi ufficiosi, perchè finora nessuno li ha candidati, quindi si tratta di ipotesi emerse dai dibattiti di partito: Tommaso Ginoble, Luciano D'Alfonso, Giorgio D'Ambrosio, della Margherita; Giovanni Legnini, Stefania Pezzopane e Stefania Misticoni, dei Ds.
«Partito democratico e segretari? No comment», taglia corto il direttore di Confindustria Abruzzo, Giuseppe D'Amico, «in questa fase vogliamo stare fuori dal campo della politica».
Coldiretti, invece, si dilunga solo un poco, giusto per augurarsi una maggiore «concertazione». «Non entro nel merito di questa iniziativa politica», commenta Domenico Pasetti, presidente della Coldiretti Abruzzo, «tra l'altro, essendo un fatto legato ai partiti, la Coldiretti non può esserne coinvolta. Per noi conta solo la concertazione e l'attenzione che i Governi dedicano alla partecipazione. Un elemento fondamentale per l'economia e lo sviluppo del terrirorio».
Stessa musica anche per gli artigiani, un giudizio addolcito, malgrado i passati fischi al presidente Prodi, da una vicinanza ideologica. «Anche se la Cna non ha una posizione ufficiale nè sul Pd, nè sulle singole candidature», dice Graziano Di Costanzo, direttore del Cna artigiani, «è chiaro che guardiamo con attenzione e rispetto a quello che diventerà un grande partito in Italia e il maggior partito della coalizione in Abruzzo. Sarà sicuramente utile al processo di semplificazione della politica italiana. Personalmente aderirò al Pd, auspico che ci siano più candidature. E' importante che non ci siano candidature di vertice, ma che tutto sia fatto per favorire la partecipazione vera della base democratica».
Franco Leone, presidente della Federconsumatori Abruzzo, si dichiara «deluso», lo è «per come i partiti stanno gestendo la costruzione del Pd. Qualsiasi cittadino in buona fede si rende conto che si sta consumando una battaglia cruenta tra gruppi dirigenti, mentre si parla troppo poco dei problemi dell'Abruzzo. In merito alle candidatura a segretario guardo con simpatia a quella di Luciano D'Alfonso, perchè rompe gli schemi e potrebbe innescare una discussione programmatica sull'Abruzzo, che tra Omnibus e altre porcate non è messo per niente bene».
L'imprenditore pescarese Gilberto Ferri, parla in modo diretto e schietto. «Il Pd è una buona soluzione, ma all'interno sarà ingestibile perchè le anime ideologiche sono diverse e temo incompatibili. Sul nome del segretario vedo bene un D'Alfonso che è uno che sa correre. Ma al sindaco chiedo pure una cosa: a Pescara in via Milano hanno rifatto la pavimentazione nuova e ora la stanno risfasciando, con nuovi lavori. Perchè accade questo e perchè si utilizzano così i soldi?»

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