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Pescara, 09/05/2026
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Data: 01/09/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Metro, prove di disastro annunciato. Secondo un tecnico della Lohr c'è un problema di deragliamento

L'AQUILA. Ancora guai per la metropolitana di superficie. Le ultime notizie che arrivano dalla pista di prova della Lohr a Duppigheim, vicino Strasburgo, non sono buone. Secondo un tecnico della Lohr, il primo problema è quello del deragliamento del treno dovuto alla rotaia che si sradica dal terreno nonostante la società abbia lavorato molto sulle resine. Se la tramvia prende una curva troppo veloce o se le ruote di gomma slittano sul terreno viscido, in entrambi i casi la forza che viene scaricata sul ruotino che è agganciato alla monorotaia fa sì che il treno deragli.
Le problematiche sorte a Padova (la metro dell'Aquila ha le stesse caratteristiche di quella veneta) sono comparse anche a Mestre dove però, vista l'impossibilità di risolvere il problema dello sdradicamento della rotaia con il conseguente deragliamento, è stato messo a punto un sistema a staffa, come quello che si usa in ferrovia. La rotaia viene tenuta saldamente ancorata al terreno grazie a una staffa che imprigiona la rotaia stessa e la fa diventare parte del blocco di cemento armato in cui è affogata. La società francese, che pare stia optando per questo sistema che garantisce maggiore sicurezza, a Duppigheim, ha agganciato a una gru la rotaia con la relativa staffa che si sta collaudando e ha simulato la trazione da deragliamento. La staffa non si è sganciata ma è rimasta ancorata alla rotaia. Si è staccata dal terreno la cosiddetta platea, cioè il blocco di cemento armato nel quale è "affogata" la rotaia. Dunque se da una parte è possibile risolvere il problema dello sradicamento della rotaia, dall'altra è rimasto irrisolto quello relativo al deragliamento dovuto all'eventuale presenza di corpi estranei nel binario. «Il Comune - dice Andreina Pellegrini del Comitato San Pietro a Coppito - dovrebbe immediatamente girare il problema al ministero dei Trasporti. La rescissione del contratto resta l'unica soluzione per porre fine a questo disastro annunciato da noi come Comitato sin dal giorno della posa della prima pietra. Le questioni tecniche non sono che una parte degli ostacoli alla realizzazione della tramvia in quanto non vanno dimenticate tutte le questioni legate al ministero dei Beni culturali che dovrà predisporre gli atti per il ripristino a seguito di quanto realizzato a ridosso delle fondazioni degli edifici storici di via Roma». «Alla luce di tutto ciò - conclude la Pellegrini - la nuova amministrazione dovrà avere il coraggio di dichiarare completamente inutile l'opera e fare i passaggi per la sua chiusura».

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