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Pescara, 04/07/2022
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Data: 02/09/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Traffico, il timore di brogli sul referendum. Si vota il 23: sette giorni per i risultati. Il comitato anti-piano alza la voce e Mancini s'indigna

La città alle urne. Presidenti di seggio e scrutatori saranno dipendenti comunali. L'assessore: «Certe illazioni sono ridicole»

Mancano poco più di due settimane al referendum per la revoca del Piano traffico, eppure già c'è aria di polemiche. Ad accendere la miccia è il comitato promotore per il sì all'abrogazione del vigente Put che ieri nel giorno di apertura della sede negli ex locali Bruno Magli - l'inaugurazione ufficiale si tiene oggi alle 18 - ha palesato il rischio di brogli elettorali. In primis perché a svolgere il ruolo di presidente di seggio e di scrutatori saranno alcuni dipendenti comunali. Poi perché lo spoglio avverrà il lunedì successivo al referendum (previsto per domenica 23 settembre), e perché l'amministrazione avrà una settimana di tempo per annunciare l'esito della votazione. Per di più gli spazi pubblicitari concessi sarebbero solo 18 contro i 56 disponibili. E a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. «Speriamo che tutto si svolga in maniera corretta», dice allora Pierluigi Bacceli dell'associazione "Pescara nostra".
Ma il fatto di aver gettato un'ombra sulle operazioni di spoglio non piace all'assessore al traffico Armando Mancini che risponde seccato: «Paura di brogli? È la cosa più ridicola che abbia mai sentito e che qualifica chi lo dice. Pensare che un'amministrazione costruisca meccanismi truffaldini è inammissibile. Se il livello del confronto è questo vuol dire che non si hanno argomenti per sostenere una tesi». Ma il comitato promotore, quello che nei mesi scorsi ha raccolto fino a 20mila firme contro le modifiche alla viabilità previste nel Piano traffico, è ora più agguerrito che mai.
«L'adozione del Piano traffico - spiega Nicola De Amicis presidente comitato promotore referendum - ha scoraggiato l'ingresso in città al punto da creare l'effetto "desertificazione". In una città oppressa da gravi problemi di mobilità, dalla mancanza di parcheggi, dall'inquinamento (la centralina di viale Bovio è pronta da mesi ma manca ancora l'allaccio del telefono per la trasmissione dati all'Arta) ora sarà possibile ribellarsi tracciando una croce sul sì per revocare il Put».
Il comitato promotore, successivamente all'abrogazione del Piano traffico, sebbene si tratti di un referendum consultivo chiede l'immediata riapertura della rampa dell'asse attrezzato in uscita su piazza Italia. «Doveva essere una sperimentazione - tuona Alessandro Acerbo dell'associazione "Pescara centro" - e invece dura da più di un anno, con dei vasi a fare da spartitraffico. I cittadini di via Marconi e via D'Avalos sono esasperati».
Tra le richieste anche la revisione delle dimensioni e degli orari delle Ztl, più parcheggi a costi contenuti e la realizzazione di un sistema di trasporto pubblico competitivo per ridurre lo smog, in aumento secondo il comitato (sostenuto da alcuni esponenti dell'opposizione) a causa della nuova viabilità disegnata dal Put. «L'amministrazione sorda alle esigenze dei cittadini ha disatteso le aspettative dei suoi elettori - osserva Barbara Cazzaniga di "Pescara centro" -. Il prossimo 23 settembre si potrà finalmente dire basta all'improvvisazione, avviando la città ad una programmazione che rispetti l'intera collettività».
Per il referendum consultivo i seggi saranno aperti dalle 8 alle 22. Per votare bisognerà munirsi di documento d'identità e certificato elettorale.

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