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Data: 03/09/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Incentivi al personale, la Cgil dice sì. Trasferimenti Regione-Provincia è scontro tra assessori

Iovito: «Norme decise senza concertazione per questo c'è caos»

L'AQUILA. Ci sarà domani un primo chiarimento sul"destino" dei 160 ex dipendenti regionali, passati dal primo gennaio del 2005 alle Province in seguito al trasferimento di alcune competenze, e che ora chiedono di tornare allo status di personale regionale per le discriminazioni soprattutto economiche subite nel nuovo trattamento.
L'assessore al personale Giovanni D'Amico consegnerà al presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli, un documento nel quale spiega il perché i 160 trasferiti alla Province con tanto di incentivi non possono tornare in quota alla Regione. Quel documento potrebbe essere un momento di chiarimento anche in riferimento all'azione dell'assessore regionale al lavoro Fernando Fabbiani, che invece non ha chiuso la porta in faccia al folto gruppo di lavoratori. I due assessori che si sono scontrati duramente - sono stati chiamati in causa da una risoluzione firmata dai consiglieri di centrosinistra Macera, Di Matteo, Di Stanislao, Caporale, Angelo Di Paolo, La Morgia e Aceto, approvata nell'ultima seduta del Consiglio regionale prima delle pausa estiva. Oltre che in Giunta, la questione ha innescato una disputa anche nella maggioranza consiliare di centrosinistra: non c'è accordo sulla risoluzione nella quale si chiede di mutare il "trasferimento" alle Province con il distacco. In modo che il personale in questione verrebbe ad avere tutti i benefici che dal primo gennaio 2005 fino ad oggi sono stati ricevuti dei regionali. La Regione per gli ex dipendenti - trasferisce fondi per gli stipendi e per il superminimo, quest'ultimo concesso per compensare l'emolumento più basso percepito dalle Province. Gli ex dipendenti che prima di essere trasferiti hanno partecipato ad una fase di formazione - denuncerebbero tra le altre cose la mancata erogazione di tutti i fondi trasferiti per loro dalla Regione alle Province.
Intanto, la Cgil Funzione pubblica che si dice non d'accordo con la richiesta e chiede un incontro urgente con la Regione. «C'è una grande confusione nei provvedimenti della Regione, è incredibile che non ci sia stata discussa con il sindacato ha detto il segretario regionale», Antonio Iovito, «così si rischia di creare di una ingovernabilità del processo di delega, una guerra tra lavoratori e naturalmente rischia di alterare tutte le norme. La cosa non è praticabile e personalmente non sono d'accordo: le soluzioni per equiparare le due condizioni sono bastate trovate con provvedimenti già fatti».

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