MONTESILVANO. Venti minuti sotto il sole cocente (e questa estate si sono superati spesso i 40 gradi) in attesa del bus, quasi sempre in perfetto orario. Il fatto è che la riviera di Montesilvano è ancora priva di pensiline dopo i lavori alla pista ciclabile e la piantumazione delle palme. E, finita l'estate, arriva l'inverno. Che è ancora peggio: vento, pioggia, la tramontana che ti taglia il viso quando il vento arriva da nord. E poi il rischio di beccarsi un fulmine senza un minimo di protezione sul capo.
L'inconveniente si trascina ormai da un bel po' di tempo, e ora è rimbalzato dalla giunta Cantagallo a quella Cordoma senza che nessuno batta un colpo. In realtà della installazione delle pensiline dei bus dovrebbe occuparsi la Gtm, che gestisce il trasporto pubblico urbano. Il presidente Donato Renzetti fa però sapere di avere già inoltrato una sua missiva al Comune per chiedere dove devono essere collocate le pensiline, ma senza avere ottenuto alcuna risposta fino ad oggi.
Ieri mattina abbiamo chiesto al Comune come stavano le cose. Ma dopo una intera mattinata trascorsa nella ricerca, nessun dirigente è riuscito a venire a capo di questa lettera. Insomma, la missiva della Gtm non si trova. Anche se il sindaco Pasquale Cordoma fa sapere che la volontà dell'amministrazione è quella di «installare al più presto le pensiline».
Fino ad ora siamo però ancora al solito «rimpallo» di responsabilità, accompagnato dalle buone intenzioni. Così, i cinque chilometri di riviera ristrutturata con palme Washington, aiuole, fontane e pista ciclabile, restano sguarniti di un servizio fondamentale per anziani, lavoratori, pendolari, studenti, che sono poi il grosso dell'utenza del trasporto pubblico.
Quando l'amministrazione dell'ex sindaco Enzo Cantagallo diede il via al secondo lotto dei lavori, nella parte Sud della riviera, Motorizzazione civile e Gtm espressero parere negativo, motivato con gli spazi insufficienti per le manovre dei bus e con l'assenza dei parametri minimi per la sicurezza richiesti dal codice della strada. Con gli arresti dell'operazione «Ciclone» i lavori si fermarono all'incrocio con via Arno, vicino al confine con Pescara. E' lì che rimase l'unica pensilina a protezione degli utenti del 2 barrato. Oggi è come se l'attenzione degli addetti ai lavori si fosse spostata tutta sulla strada parco, dove è in corso la sistemazione del tracciato che dovrà essere attraversato dalla filovia Pescara-Montesilvano. E anche qui i primi problemi posti dalla ditta che si è aggiudicata l'appalto, ai quali sono stati chiamati ad intervenire i due comuni interessati, fanno riferimento proprio alle pensiline che dovranno ospitare l'utenza del filobus.
Quando è stato realizzato il tracciato, sembra infatti che i progettisti si siano dimenticati proprio degli spazi per le pensiline chiamati ad ospitare mezzi lunghi 18 metri, e non un bus qualunque. Ora si sta cercando di rimediare anche a questo.