L'AQUILA. Non è stata ancora promulgata ma sulla cosiddetta ed ormai famosissima per molti famigerata legge "Omnibus" già pesa come un macigno la spada di Damocle delle osservazioni del Governo nazionale con la conseguente impugnazione davanti alla Corte Costituzionale. Il sindacato Cgil ha annunciato l'invio di un esposto al Governo nazionale contro la norma contenitore approvata dal Consiglio regionale nell'ultima seduta prima della pausa. Una legge molto contestata e discussa che tra le altre cose distribuisce finanziamenti a pioggia a Comuni, qualche parrocchia, manifestazioni sportive e ad alcune associazioni ritenute più "meritevoli" dai consiglieri regionali. La segnalazione al Governo è solo una questione di tempo.
Il sindacato sta aspettando la promulgazione da parte del presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco, e poi confezionerà il pacchetto di contestazioni da far recapitare all'esecutivo nazionale.
Per centrare l'obiettivo la Cgil ha formato un gruppo di lavoro che sta approfondendo la corposa normativa per individuare con puntualità i passaggi incriminati. L'esposto quindi potrebbe essere inviato nel giro di qualche giorno: infatti, il presidente Del Turco, entro la settimana dovrà adempiere ad un atto dovuto che nella tempistica ha un carattere "ordinatario" ma non "perentorio". Il ritardo del presidente che pubblicamente ha preso le distanze dalla Omnibus invitando la maggioranza a trovare l'accordo per cancellarla con una legge abrogativa ha il senso del messaggio ammonitore alla coalizione di centrosinistra. Sono state la segreteria regionale e quelle della Funzione Pubblica e dei Lavoratori delle Comunicazioni in una nota molto dura ad ufficializzare l'esposto.
«Saranno attivate le azioni di segnalazione verso il Governo nazionale», ha scritto il sindacato, «per chiedere l'annullamento di tutte quelle parti illegittime, senza copertura finanziaria e in contrasto con i principi fondamentali di una corretta azione pubblica. Inoltre si avvieranno tutte le iniziative sindacali adeguate alla situazione che si ritiene grave e slegata ad una logica virtuosa di governo del territorio».
E' ferma la contrarietà alla Omnibus: «Il continuo cambiamento delle voci di spesa di bilancio impedisce una effettiva programmazione delle risorse rispetto ad una visione strategica complessiva dello sviluppo della Regione e della progettualità delle politiche di spesa e di investimento», denuncia la Cgil.
Ed ancora: il metodo della distribuzione a pioggia dei finanziamenti «si configura come un elemento di grave arretramento dal punto di vista della trasparenza che tenta di ripristinare un sistema clientelare con l'unico obbiettivo di scambiare i diritti con favori».
Non vengono risparmiati i consiglieri regionali, «il cui ruolo non è quello di accontentare con piccole o grandi elargizioni il proprio bacino elettorale per ottenere consensi politici, ma al contrario di promuovere una visione strategica ed alta dello sviluppo regionale con particolare attenzione al proprio territorio di provenienza».
Nella nota il sindacato ricorda di aver chiesto da tempo una Legge Quadro di riferimento «che stabilisca regole certe, che sia in grado di utilizzare organicamente e rispetto a criteri di programmazione tutte le risorse disponibili sul territorio, cancellando le varie leggi e leggine regionali esistenti, slegate da qualsiasi logica programmatoria». Per il sindaco invece si assiste, «a volte vere e proprie ripetizioni e che non consentono la partecipazione attiva delle organizzazioni dei lavoratori e delle associazioni culturali e dello spettacolo, il cui parere e importante per una politica di promozione culturale».