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Pescara, 15/09/2019
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Data: 02/02/2017
Testata giornalistica: Il Messaggero
Treni, «azzerare il piano di servizio»

Luci e ombre del trasporto pubblico. Se da una parte si è inaugurato ieri il nuovo treno regionale Jazz che correrà lungo la linea Pescara-Teramo, dall'altra Federconsumatori e diverse associazioni del Cruc (Consulta regionale di consumatori e utenti) danno segnali di malcontento e arrivano addirittura a presentare un ricorso al Tar dell'Aquila per chiedere l'annullamento della delibera 675/2016 che autorizza il contratto di servizio tra Trenitalia e Regione.

I DISAGI Appurato il disagio dei tanti abruzzesi che usano i mezzi di trasporto pubblico, in particolare quello su rotaie - testimoniato anche dalla protesta pre-natalizia dei pendolari circa nuovi orari, abolizione delle fermate di Bellante, Notaresco e Silvi e cambi obbligati a Pescara Centrale per chi viene da Pescara Porta Nuova - le associazioni dei consumatori continuano a lamentare il fatto di non essere interpellate. E questo nonostante la risposta affermativa alla diffida che, nel gennaio 2015, le stesse inviarono alla Giunta regionale denunciando il loro mancato coinvolgimento in sede di firma del contratto e nella quale la Regione comunicava l'attivazione di tavoli di confronto.
Nulla è cambiato, e allora? «Chiediamo che l'articolo 2 della legge 244/2007 venga rispettato - afferma Tino Di Cicco, responsabile dell'Osservatorio sulla mobilità di Federconsumatori Abruzzo -. Anche perché, da quello che ci risulta, non è mai stato così neanche in campo nazionale, quindi potremmo dare il buon esempio. Inoltre, è importante sottolineare che quello che noi ora proponiamo per i trasporti, si potrà estendere ad altri settori, in pratica ovunque ci siano contratti tra enti locali e imprese incaricate all'espletamento di servizi di pubblica utilità».
Nell'attesa, resta da capire come mai chi si dice disponibile a dare una mano - e mostra competenze per farlo - resta inascoltato. «Facciamo di tutto per correre ai ripari e correggere gli errori altrui - chiude Di Cicco -, invece niente». In particolare, fanno notare le associazioni, il contratto stipulato con Trenitalia non prevede una verifica degli standard qualitativi e quantitativi dei servizi offerti, né un monitoraggio né il relativo aggiornamento dei parametri di analisi. Mentre la legge prevede addirittura l'istituzione annuale di una sessione di verifica tra ente locale, gestore e associazioni nella quale «si dia conto di reclami, proposte ed osservazioni pervenute a ciascuno dei soggetti partecipanti da parte dei cittadini».

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