ROMA. Cura dimagrante per Alitalia e rientra in scena Carlo Toto, numero uno di Air One. Ieri è stata una giornata clou per trovare una soluzione ai problemi della ex compagnia di bandiera. L'ad Maurizio Prato ha presentato ai sindacati il piano per una «rapida riduzione dei costi», come la chiama il ministro per lo Sviluppo economico Bersani. Questo ha convinto il patron di AirOne, da Cernobbio, a dichiarare la propria rinnovata disponibilità a rilevare la compagnia, purché sia chiaro a tutti che «la festa è finita».
Quello che pretende Toto è un «buon accordo» e il «consenso di tutti i sindacati e non solo di alcuni».
Per il resto, il piano industriale di Prato è buono, condivisibile, realistico. Un piano che, come si sa da giorni, prevede l'immediato allontamento dall'azienda di un migliaio di esuberi sempre che i sindacati siano d'accordo e un taglio sostanzioso dei voli con base Malpensa. Particolare quest'ultimo che sta provocando una vera ondata di ribellione a Milano e dintorni.
Carlo Toto, che continua a godere l'appoggio del gruppo bancario Intesa San Paolo, ha una risposta anche per i lombardi.
Secondo lui per «l'Italia è possibile avere due hub», intendendo Fiumicino e Malpensa, «Londra ha tre, quattro aeroporti, la Germania ha Francoforte, Monaco di Baviera e ormai anche Zurigo», ha spiegato aggiungendo di considerare «ovvio. è possibile e necessario che gli utenti del Nord Italia siano serviti come gli altri».
Il piano di Prato e il possile aumento di capitale a breve stanno poi risvegliando gli appeiti dei pretendenti anche oltre i confini nazionali.
Air France, che dalla partita non è mai uscita, ha fatto sapere in via informale di essere «ancora interessata al dossier».
Questo dopo che il presidente Jean Cyril Spineta già da alcuni giorni aveva fatto sapere che da via della Magliana potevano chiamare quando volevano e lui avrebbe ascoltato «con attenzione».
Ancora vivo, poi, l'interesse oltreoceano.
Il fondo Tpg, specializzato in investimenti nel trasporto aereo, resterebbe in corsa e potrebbe essere uno di potenziali acquirenti con i quali il consiglio di amministrazione ai Alitalia starebbe per riaprire trattative.
Per il resto, anche perché il mercato lo chiede e solo le parole di Toto hanno salvato ieri il titolo che pure ha perso lo 0,34 per cento, il consiglio d'amministrazione ha approvato il piano industriale 2008-2010 prevedendo un incremento di passeggeri del 3,8 l'anno ma un calo dei ricali del 2,7 per cento, il che giustifica l'aumento di capitale per sostenere le innovazioni.
Sulla consistenza reale degli esuberi poi, è il solito mistero dell'Alitalia: il consiglio d'amministrazione non dà cifre ma affida alla stampa una nota nella quale dichiara che le cifre saranno definite con i sindacati.
Così come l'entità dell'aumento di capitale sarà definità nei prossimi mesi. Potrebbe essere una cortesia verso gli acquirenti possibili, potrebbe essere la solita, annosa indeterminazione. Per capirci qualche cosa è necessario aspettare qualche giorno, quando l'advisor finanziario Citi farà conoscere i risultati dei contatti in atto e, magari, Toto scoprirà completamente le sue carte.