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Pescara, 18/01/2021
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Data: 07/02/2017
Testata giornalistica: Il Centro
D'Amico si dimette da Presidente di Tua. «Basta con le strumentalizzazioni sul doppio incarico». Luciano D’Alfonso: gli organi governativi e accademici - Anac, Miur e Università di Teramo - non hanno mai ravvisato alcun profilo di incompatibilità. Oggi D’Alfonso parlerà della questione con il premier Paolo Gentiloni. (l'articolo in pdf)

PESCARA Il presidente della Tua, la Società di trasporto pubblico abruzzese, Luciano D’Amico, si è dimesso. Lo ha fatto per «sgomberare il campo da qualsiasi strumentalizzazione (sul doppio incarico di rettore dell’Università di Teramo e di presidente di una società regionale, ndr.) e nell’interesse primario di Tua Spa». D’Amico ha lasciato nonostante un parere del dipartimento di prevenzione della corruzione del Ministero dell’istruzione, che aveva già sgomberato il campo da sospetti e illazioni. «Dopo un’attenta analisi della normativa di riferimento», scrive infatti il responsabile, Gianna Barbieri, «il dipartimento giunge alla conclusione che non sembrano evidenziarsi profili di illegittimità nella considerazione, in particolare, del carattere gratuito dell’incarico». Era stata l’Anac, l’Autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, a rimettere la questione al ministero. E ora anche il ministero si è pronunciato, chiarendo la questione al di là di ogni possibile dubbio. D’Amico, tuttavia, ha deciso che è giunto il momento di fare un passo indietro. Le reazioni della politica non si sono fatte attendere. La prima è quella di Luciano D’Alfonso. «Le dimissioni di D’Amico, che ringrazio di cuore per il lavoro di spessore che ha voluto e saputo regalare alla Regione Abruzzo», dice il governatore, «meritano una riflessione. La sua raffinata sensibilità di uomo delle istituzioni gli ha fatto prendere la decisione di recedere dalla presidenza dell’azienda. Va sottolineato che gli organi governativi e accademici - Anac, Miur e Università di Teramo - che si sono espressi sulla sua posizione - non hanno mai ravvisato alcun profilo di incompatibilità, eppure», aggiunge D’Alfonso, «egli ha voluto farsi da parte ugualmente per non dare adito a strumentalizzazioni di sorta. Nel rivolgergli i miei più profondi sensi di gratitudine, auspico che in futuro un cittadino sia libero di prestare gratuitamente la propria opera alla Pubblica Amministrazione senza che ciò sia oggetto di sospetti e indagini e senza che gli sia fatto patire ingiustamente ciò che ha dovuto subire Luciano D’Amico. Mi adopererò personalmente per convincerlo a donare ancora il suo tempo alla cosa pubblica». Ma D’Alfonso va oltre, e alla domanda su cosa insegna questa vicenda, risponde: «Da una parte la generosità senza confine del bravissimo Luciano D’Amico, e dall’altra parte i cumuli di disfattisti che ci sono in Abruzzo, sia nella politica, sia negli spazi del populismo giudiziario. Spero solo che il professor D’Amico non debba attendere duemila giorni per avere ragione di tutto, come è accaduto al sottoscritto. Leggendo bene, come hanno dimostrato di non saper fare più parlamentari della Repubblica», aggiunge, «Anac e Ministero dell’università sono perfettamente convergenti. Tant’è che Anac conclude con il proprio nulla osta rinviando per ulteriori valutazioni al Miur. E il Miur ha concluso l’esame evidenziando l’assoluta compatibilità e conferibilità. Io mi sarei aspettato da parte dei parlamentari della Repubblica ignari, una battaglia di merito sulla conduzione strategica di Tua, e non un’attività cognitiva sul colore dei calzini dei guardalinee, che dimostra evidentemente la consistenza della loro attività per l’Abruzzo». D’Alfonso, ha già in mente una persona alla quale affidare il posto lasciato vuoto dal rettore D’Amico? «Per il sostituto immediato», afferma il governatore, «ho chiesto al professor D’Amico e ad altre persone di questo livello di competenza, non abbandonando, nella mia riflessione, la possibilità che D’Amico venga liberato presto dagli intrappolamenti giudiziari». Oggi D’Alfonso parlerà della questione con il premier Paolo Gentiloni.
Dello stesso tenore la dichiarazione del consigliere regionale Camillo D’Alessandro: «Dire grazie al rettore D’Amico è troppo poco nei confronti di un galantuomo delle istituzioni, che a titolo totalmente gratuito ha messo a disposizione competenza e professionalità per accompagnare la Regione Abruzzo nella più grande riforma ascrivibile ai trasporti». Anche il consigliere regionale Luciano Monticelli ringrazia il rettore «per il lavoro svolto. A lui va il merito di aver saputo gestire con saggezza e competenza il delicato passaggio della fusione delle aziende di trasporto pubblico locale abruzzesi in un’unica realtà».
Il gesto di Luciano D’Amico, dice l’assessore Silvio Paolucci, «è un atto nobile e non dovuto da parte di chi non vuole prestare il fianco a strumentalizzazioni per rispetto delle istituzioni».
Il parlamentare di Forza Italia Fabrizio Di Stefano, che contro la nomina del rettore di Teramo alla Tua si è battuto con forza, prende atto «che il professor Luciano D’Amico è stato persona corretta e più responsabile del presidente della Regione, e ha preso una decisione conseguente al giudizio dell’Autorità nazionale anticorruzione e del suo presidente: Raffaele Cantone».
Caustica la reazione di Mauro Febbo (Fi), consigliere regionale e presidente della commissione di vigilanza: «La lista degli abbandoni della barca del presidente D’Alfonso continua ad allungarsi inesorabilmente e oggi si arricchisce di un altro pesante capitolo. Questo purtroppo rischia di determinare pesanti conseguente sulla società unica dei trasporti che è alle prese con problemi seri». «Siamo lieti della fine di un’incompatibilità palese che abbiamo denunciato sin dall’inizio, speriamo che a questa seguano altre dimissioni per ruoli incompatibili».
Senza sconti anche il giudizio del M5S. «Siamo lieti che il magnifico rettore D’Amico tornerà a tempo pieno a curare gli interessi dell’Università di Teramo, lasciando ad altri le redini dell’Azienda unica di Trasporto regionale», dice infatti Sara Marcozzi, capogruppo del movimento in Regione. Anche per il deputato Gianluca Vacca le dimissioni di D’Amico rappresentano «l’ennesimo fallimento della politica del presidente della Regione D’Alfonso», che «incassa l’ennesima dimissione e perde pezzi per la strada».

Nominato quando era già Rettore. Il caso tra Parlamento e Procura.
Un’interrogazione del deputato forzista Di Stefano diede il via alla polemica politica. Poi il fascicolo aperto dai pm di Teramo. Per la Corte dei Conti procedimento archiviato

TERAMO Dopo due anni e sei mesi Luciano D’Amico lascia l’incarico di presidente della Tua. Era già rettore dell’ateneo teramano quando, nell’agosto del 2014, era stato nominato ai vertici di quella che era l’allora Arpa, la società delle autolinee regionali abruzzesi di cui la Regione deteneva il pacchetto di maggioranza. D'Amico era succeduto all’avvocato Massimo Cirulli, dimissionario, in carica dal giugno 2012. In questo arco di tempo il rettore ha seguito la nascita della Tua, la società unica dei trasporti in cui sono confluite, oltre all’Arpa, le società di trasporto abruzzesi Sangritana e Gtm. Nel 2015 il deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano aveva presentato una interrogazione all’allora ministro dell’Istruzione Stefania Giannini sul doppio incarico di D’Amico, rettore e allo stesso tempo presidente della società di trasporti. Successivamente, proprio sul doppio incarico, è stata aperta l’inchiesta della Procura teramana avviata in seguito alla presentazione di un esposto. L’ultimo sequestro di atti delegato dal pm Davide Rosati c’è stato a novembre negli uffici pescaresi della Tua. Un provvedimento scattato trenta giorni prima dell’atto con cui un altro magistrato, il presidente dell’Anac Raffaele Cantone, mettesse nero su bianco come «dall’esame della normativa nazionale in materia di università, dalla lettura dello statuto dell’ateneo, nonché dagli orientamenti della Corte dei conti sul punto, emerge l’incompatibilità tra la carica di professore a tempo pieno, nonché rettore dell’università di Teramo e quella di presidente della Società unica abruzzese di trasporto». Il 3 febbraio scorso, però, il Miur ha risposto all’Anac che «non sembrano evidenziarsi profili di illegittimità» rispetto alla nomina (vedi articolo sopra). Nel fascicolo della Procura D’Amico è indagato per abuso d’ufficio. L’inchiesta, che va avanti dopo la proroga di sei mesi chiesta dal sostituto procuratore e firmata dal gip, in queste settimane si è arricchita di ulteriore documentazione che finanzieri e carabinieri (il pool di investigatori delegato dal pm) hanno acquisito negli uffici pescaresi della società di trasporto, ma anche nelle sedi di altri enti abruzzesi, e che ora sono al vaglio degli inquirenti per una serie di confronti, verifiche e incroci di dati. Secondo l’accusa contestata fino a questo momento dalla Procura esisterebbe una incompatibilità sul doppio incarico di rettore e presidente della società di trasporto derivante, sempre per la Procura, anche dall’uso di risorse finanziarie pubbliche. Su questo il rettore ha sempre risposto di aver svolto gratuitamente l’incarico e di non aver mai percepito nessun rimborso spese. Va detto che sul caso del doppio incarico di rettore e presidente della società di trasporti nei mesi scorsi ha indagato anche la Corte dei conti dell’Aquila che, dopo aver disposto svariati e capillari accertamenti, ha chiuso il procedimento con un’archiviazione.

LA NUOVA SOCIETA' REGIONALE DEI TRASPORTI
Dalla fusione al varo del colosso Tua SpA

Queste le principali tappe della presidenza di Luciano D’Amico in Arpa Spa e poi Tua Spa. Il 15 dicembre 2014 la prima tappa: il conferimento delle azioni Sangritana e Gtm in Arpa con la successiva nascita del Gruppo integrato; il 29 dicembre 2014 i Consigli di Amministrazione di Arpa, Sangritana e GTM deliberano la fusione, il cui piano viene approvato dalla Regione Abruzzo il 16 marzo 2015; l'8 giugno 2016 nasce Tua Spa. Questi sono i numeri più rappresentativi della società: 1.590 dipendenti, una flotta di circa 900 mezzi tra bus e treni. Il 26 ottobre 2015 viene firmato il nuovo Contratto Collettivo Aziendale di Lavoro che ha impegnato le parti in 8 mesi di confronto, necessario per comparare ed armonizzare le tre preesistenti discipline delle aziende interessate dal processo di fusione. La parte più rilevante ha riguardato l'organizzazione del lavoro. Dal mese di settembre 2014 è stata avviata l'opera di razionalizzazione dell'esercizio e la ristrutturazione organizzativa che condurrà, nell'agosto del 2016, alle creazione delle Divisioni Gomma e Ferro; sempre dal mese di settembre 2014 è stata avviata l'azione di contenimento dei costi e di miglioramento dell'efficienza che ha consentito di recuperare, rispetto al 2013, un risultato industriale di 4,3 M nel 2014, di 8,7 M nel 2015 e previsionale (a parità di contribuzione e di servizio) di 12 M nel 2016

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