VASTO. Cartacce sul piazzale. La porta a vetri è spalancata su un atrio polveroso. L'odore di muffa è forte e si mescola al cattivo odore lasciato dal fumo. Gli sportelli della biglietteria sono chiusi e ricoperti con carta adesiva bianca. Più in là, anche la macchinetta emettitrice è rotta: un cartello avvisa i viaggiatori che nella stazione ferroviaria non è più possibile fare biglietti.
La stazione di Punta Penna-Porto di Vasto è stata ribattezzata la "stazione fantasma", e basta guardarla per capire perché. Eppure ogni giorno arrivano centinaia di pendolari diretti a Pescara. Operai e studenti la preferiscono alla più decentrata stazione Vasto-San Salvo e i pochi treni che si fermano sono sempre stracarichi.
Nessuno di loro però può più fare il biglietto nello scalo perche Rete ferroviaria italiana (Rfi) ha deciso di sospendere il servizio a causa dei ripetuti atti vandalici. Lo annunciano le stesse Ferrovie su un cartello attaccato alla macchinetta emettitrice indicando come alternativa una decina di punti vendita convenzionati fra Pescara, San Vito, Casalbordino e Vasto. Risultato: chi non lo sa e arriva nella stazione senza biglietto, è costretto ad acquistarlo sul treno con l'aggiunta della multa.
«Ho saputo solo ieri di quanto sta accadendo alla stazione di Punta Penna», dice amareggiato il sindaco Luciano Lapenna (Ds), «eppure soltanto due giorni fa ho discusso, insieme al senatore Legnini, con il ministro dei Trasporti del futuro della stazione Vasto-San Salvo. A questo punto mi faccio carico anche del problema di quest'altra stazione», promette il primo cittadino. «La gestione delle biglietterie è diventato un problema davvero serio. Le Ferrovie non sembrano più disposte a pagare una persona per il servizio di biglietteria. Ma che almeno lascino la macchinetta automatica. Non è giusto eliminare completamente il servizio con l'alibi dei "vandali". Se serve, si può ricorrere ad un servizio di sorveglianza. Il viaggiatore deve poter fare il biglietto», incalza il sindaco.
Gli utenti sono sempre più scoraggiati: «Oltre ai treni che passano, qui è tutto fermo. Anche le fontanelle sono chiuse». I disagi suonano poi come una beffa quando qualcuno ricorda che due anni fa, il 26 novembre 2005, Rfi nel corso di una cerimonia organizzata alla stazione Vasto-San Salvo per l'inaugurazione del doppio binario, aveva annunciato «una svolta epocale per gli scali ferroviari della città». «Altro che svolta epocale, questa semmai è la fine di un epoca: qui si chiude tutto», protestano i viaggiatori rimasti senza biglietto.