PESCARA. La sicurezza stradale perde mezzo milione di euro e il Ponte del mare ne guadagna 900mila. Tutto questo in 15 minuti. Tanto è durata ieri mattina la seduta del consiglio comunale dedicata all'esame di alcune delibere. La maggioranza, con una velocità record, approfittando delle assenze nei banchi dell'opposizione, ha varato due variazioni di bilancio che rivoluzionano i programmi dell'amministrazione e fanno lievitare la spesa per il ponte fino a 7 milioni.
Quasi un milione in più rispetto alle previsioni iniziali. I privati hanno versato 6 milioni 100mila euro. Il resto lo mette il Comune.
TAGLI PER IL TRAFFICO. «Iniziative per il miglioramento dell'efficacia e dell'efficienza dell'azione amministrativa». E' stata chiamata così la delibera che contiene i tagli alla viabilità, approvata dall'aula. Con un colpo secco, l'amministrazione comunale ha cancellato 500mila euro destinati alle «opere per la salvaguardia dal congestionamento del traffico». «Abbiamo stornato quei fondi» ha spiegato l'assessore al bilancio, Camillo D'Angelo «per destinarli ad altri interventi prioritari».
La decisione arriva, però, a pochi giorni dal grave incidente stradale in cui ha quasi perso la vita Eriberto Mastromattei e alla vigilia del referendum che mette sotto giudizio il Piano traffico, realizzato con l'obiettivo di fluidificare la circolazione e ridurre lo smog. La proclamazione del referendum ha bloccato tutto. Molti degli interventi previsti sono stati rinviati, in attesa di conoscere come la pensano i cittadini sul Piano. Sarà stato questo il motivo che ha spinto l'amministrazione a stornare i 500mila euro per altre opere?
IL PONTE COSTA 7 MILIONI. E' improvvisamente lievitata la spesa per il Ponte del mare, l'opera ciclopedonale avveniristica che unirà le due riviere di Pescara, finanziata dai privati. La sorpresa è spuntata dalle variazioni di bilancio approvate dal consiglio. Tra le varie cifre, sono stati indicati 900mila euro che l'amministrazione ha incassato con l'accensione di un mutuo. Saranno utilizzati per coprire tutte le spese del ponte. Una parte, cioè 654.000, servirà per pagare l'Iva. Non saranno, quindi, solo i privati a finanziare l'opera. «Abbiamo voluto evitare di chiedere agli sponsor di pagarci anche l'Iva», ha commentato D'Angelo. Da una spesa di 6 milioni 100mila euro prevista inizialmente, si passa così a 7 milioni. Di questi, 5 milioni 100mila sono arrivati dalla Fondazione PescarAbruzzo e 200mila euro da ciascuno dei seguenti imprenditori e aziende: Fater, Carlo Toto, Carlo Di Properzio, Gilberto Ferri ed Enrico Marramiero. Ieri, questi soldi donati dagli sponsor per il ponte sono stati inseriti in una delle due variazioni di bilancio. «Si tratta di un passaggio tecnico» ha sottolineato l'assessore «che ci consente di poter avviare subito la gara d'appalto».
PROTESTE DEL POLO. Il sindaco, Luciano D'Alfonso, che sollecita la maggioranza ad accelerare i tempi e che confessa, al termine del consiglio, di andare ad occuparsi del Partito democratico, sono gli episodi più curiosi della seduta di ieri. Seduta definita «frettolosa» dal segretario e consigliere di Forza Italia, Guerino Testa. «E' servita solo per approvare le variazioni di bilancio che scadevano», ha detto. «Il ponte» ha continuato «doveva essere un regalo dei mecenati. Ora si scopre che anche il Comune pagherà. Da una spesa di un milione si è passati prima a 3, poi a 4 e ora a 7 milioni».