Affissioni abusive in via Mazzini. Il centrosinistra: azioni scorrette del Polo
PESCARA. Il 23 settembre si avvicina: a undici giorni dal referendum sul Piano traffico, esplode la guerra dei manifesti. Ieri, il comitato per il No ha denunciato azioni scorrette da parte del fronte del Sì. In via Mazzini e in altre strade del centro, sarebbero state coperte le affissioni a favore del no con quelle del sì. L'assessore al traffico, Armando Mancini, evita le polemiche e si limita a commentare così il fatto: «Assistiamo a un atteggiamento troppo disinvolto da parte del Polo».
Insomma, la campagna referendaria si è improvvisamente infiammata. Centrodestra e centrosinistra, schierati, rispettivamente, per il Sì e per il No all'abolizione del Piano, hanno cominciato una propaganda a tamburo battente.
FRONTE DEL SI' AI COLLI. Cominceranno domani le iniziative dei partiti del centrodestra per convincere i cittadini a votare sì. Alle 16, gli esponenti del comitato andranno in via del Santuario (zona Gesuiti) e poi in via Arapietra, via del Circuito e nella zona dell'ospedale, per spiegare ai residenti ciò che prevede il Piano traffico per il quartiere. «La realizzazione dei sensi unici in via del Circuito, via del Santuario e via Ferrari» ha spiegato il coordinatore provinciale di An, Lorenzo Sospiri «e la volontà dell'amministrazione di mettere a pagamento anche i parcheggi dell'ospedale, creeranno danni e peggioreranno la qualità della vita dei residenti». «I pescaresi pagheranno 10 milioni di euro all'anno per parcheggiare contro i 2 di oggi», ha avvertito Carlo Masci (Udc). Per il senatore Andrea Pastore (Forza Italia), «il Piano traffico è stato fatto solo per consentire all'amministrazione di incassare più soldi». «Il tentativo del centrosinistra di difendere il Piano fa acqua da tutte le parti», ha sottolineato Berardino Fiorilli (Pescara futura).
Il fronte del sì proseguirà la campagna venerdì prossimo, alle 16, in viale Muzii, viale Bovio e via Raffaello. Sabato, sempre alle 16, ci sarà l'incontro con i cittadini nel quadrilatero centrale, che diventerà una Ztl in base al Piano. Poi domenica prossima, alle 16, la campagna del sì toccherà corso Umberto. Mentre per lunedì 17 è previsto un doppio appuntamento: alle 9, al mercato di via Pepe; alle 16, in viale Marconi, viale D'Annunzio, via Bardet, via D'Avalos, via Colonna e via Vespucci.
ASSEMBLEA DEL NO. Il primo incontro del fronte del No con i cittadini avverrà oggi pomeriggio. Alle 18, si svolgerà un'assemblea pubblica al museo Colonna, organizzata dalla Sinistra democratica. Parteciperà l'assessore, Mancini. Venerdì prossimo, alle 18, ci sarà un altro incontro pubblico all'auditorium del Secondo circolo didattico, in via Verrotti.
Sabato prossimo, sempre alle 18, all'auditorium De Cecco in piazza Unione, un'altra assemblea pubblica organizzata dal centrosinistra. Gli incontri proseguiranno anche la prossima settimana. Martedì 18, alle 18, riunione al Quartiere 4, in via di Sotto; venerdì 21, alle 18, altra assemblea al museo Colonna. Intanto, ieri Mancini ha presieduto una riunione in Comune dedicata al Piano traffico con i capigruppo della maggioranza e il sindacato della Cgil.
APPELLO DI MELILLA. «L'impegno dell'amministrazione comunale per dare alla città un Piano traffico moderno e in linea con gli obblighi posti dalla legislazione nazionale non può essere vanificato con il referendum del 23 settembre». Così il presidente del consiglio, Gianni Melilla, è sceso in campo ieri per sostenere le ragioni del No. «Votare no» ha scritto in una nota «significa salvaguardare gli interventi che hanno reso unica in Abruzzo la città di Pescara. Unica ad avere un Piano traffico e ad avere puntato su rotatorie, sensi unici fluidificanti, corsie preferenziali, Ztl e parcheggi di scambio».
L'assessore, Massimo Luciani, invece, ha replicato al Polo che domenica scorsa aveva sostenuto che il referendum fosse anche un test politico per la maggioranza. «Il referendum» ha detto «va inteso come partecipazione della cittadinanza alle scelte dell'amministrazione sulla mobilità. Non è un test politico sulla tenuta del governo cittadino, come vorrebbe l'opposizione».