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Data: 12/09/2007
Testata giornalistica: Il Centro
«Abbandonati dall'Anas, non siamo al sicuro». Protestano gli abitanti del condominio Gerani, lesionato dagli scavi del Lotto zero

L'ente appaltante avrebbe dovuto controllare lo stabile ed effettuare interventi-tampone

TERAMO. Sono otto famiglie e da giugno vivono nel timore che la casa in cui abitano non sia sicura. Le crepe, nel condominio Gerani, ci sono da sei anni, da quando sono iniziati gli scavi del Lotto Zero sotto Porta Romana. Ma ad aprile sono diventate più ampie per nuove perforazioni.
L'Anas avrebbe dovuto mettere in sicurezza lo stabile, ma non l'ha fatto. I condomini hanno aspettato più di due mesi, ma non si è visto alcun intervento, per cui ora tornano alla carica. «Abbiamo timori per la nostra incolumità», osserva Gaetano Ronchi, condòmino e legale del condominio «parliamo di una situazione obiettiva in cui è lo stabile, che si trova certificata dal nostro consulente tecnico, è anche negli atti processuali». Dopo gli ultimi scavi gli abitanti, spaventati dalle vibrazioni e dal proliferare delle crepe, chiamarono i vigili del fuoco che constatarono l'accaduto e riferirono al Comune. Il 3 maggio un incaricato del Comune ha rilevato come il fabbricato fosse affetto da lesioni preoccupanti. E quindi il Comune ha scritto lettere a tutti gli abitanti dicendo che bisogna mettere lo stabile in sicurezza entro 20 giorni, altrimenti bisognava evacuarlo. A giugno ci furono delle trattative fra l'Anas, il Comune e i proprietari degli appartamenti in cui «l'Anas si era impegnata a eliminare le situazioni di pericolo esistenti e ad evitare l'evacuazione», dichiara l'avvocato Ronchi, «ma strada facendo si sono rimangiati quanto detto, dicendo che avrebbero tenuto solo sotto controllo fabbricato con monitoraggi. Non l'hanno però nemmeno tenuto sotto controllo». A questo punto le famiglie, legittimamente preoccupate, cercheranno di contattare di nuovo l'Anas. «E chiedermo anche al Comune, visto che l'ordinanza di sgombero è stata bloccata in attesa dell'intervento dell'Anas, ora che hanno intenzione di fare», conclude Ronchi.

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