Tra l'8 e il 10 ottobre lavoratori e pensionati, con voto segreto e certificato, si esprimeranno sul Protocollo di luglio. Lo hanno confermato gli esecutivi unitari di Cgil, Cisl e Uil, approvando l'intesa del 23 luglio scorso e stabilendo anche che le assemblee e le consultazioni si terranno dal 17 settembre al 6 ottobre. I risultati definitivi si avranno il 12 ottobre. All'indomani del no della Fiom all'intesa le confederazioni hanno ripreso il ruolino di marcia stabilito, ma certo la posizione dei metalmeccanici ancora brucia. "Siamo di fronte ad un fatto del tutto nuovo - afferma il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifan -. Ora saranno i lavoratori a decidere. Poi si aprirà anche una verifica su quanto e' successo". "E' evidente", aggiunge, "che penso e spero che le ragioni generali convincano la maggior parte delle persone". Riguardo al sostegno assicurato da Rifondazione comunista alle istanze della Fiom, per il leader della Cgil "le forze politiche dovrebbero fare un passo indietro. Quando la parola sta ai lavoratori e' giusto che essi facciano autonomamente, con la loro testa, le riflessioni e le scelte decisive".
'Questo straordinario impegno - ha detto aprendo i lavori la segretaria d'organizzazione della Cgil, Carla Cantone - deve rafforzare la nostra ritrovata unita' che noi intendiamo consolidare. Rinunciarvi proprio oggi sarebbe un regalo a chi punta alla nostra divisione'. 'Diamo un esempio di intelligenza - ha proseguito -, di coerenza e di autonomia. Non cadiamo nei giochi di chi spera nella nostra divisione per bocciare l'intesa'. Ha poi aggiunto: 'Dobbiamo fare l'esatto contrario, senza rinunciare o cancellare le nostre sensibilita' o legittime diversita', ma fortemente uniti nei valori che sostengono il nostro essere sindacato di tutti e per tutti, nessuno escluso, ma che mette al primo posto gli interessi generali dei pensionati, dei giovani, del lavoro, e del nostro paese'.
Il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, resta comunque fermo sulla sua posizione: "Da questa vicenda, qualunque sia l'esito della consultazione", dice, "si apre un problema sulla prospettiva della rappresentanza sindacale e sul futuro della Cgil". Ad ogni modo, sottolinea il leader delle tute blu, "non c'è nessuna crisi nella Cgil" e "siamo contrari alla crisi di governo". "L'ultima parola spetta ai lavoratori" e Rinaldini assicura "che non ci sarà nessun invito a votare contro l'accordo" da parte della Fiom.
Più duri i commenti degli altri dirigenti sindacali. Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, osserva che il campo delle organizzazioni sindacali "e' molto esteso e non si puo' ridurre alla Fiom, che e' poca cosa rispetto al complesso del movimento sindacale. Se la Fiom vuole andare per fatti propri indebolisce l'unita' dei lavoratori e del sindacato e questo non va bene". E il numero uno della Uil, Luigi Angeletti avverte: "Non possiamo permetterci il lusso di essere usati dalla politica. Noi dobbiamo chiedere ai lavoratori un giudizio sul merito di cio' che abbiamo negoziato".
L'accordo del 23 luglio "non e' ne' il migliore, ne' l'unico possibile, se avessimo voluto avremmo potuto fare meglio. Gli effetti di una vittoria del 'no' al referendum sarebbero positivi, perche' segnalerebbero che si puo' fare di piu'". Questa la replica di Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom, durante gli esecutivi unitari di Cgil Cisl e Uil.
"Ora tocca ai lavoratori, decidano e valutino l'accordo". Così ha concluso il segretario confederale della Cgil, Paolo Nerozzi, nel corso dell'iniziativa unitaria.