Iscriviti OnLine
 

Pescara, 09/05/2026
Visitatore n. 753.790



Data: 13/09/2007
Testata giornalistica: Il Centro
«Il nostro candidato rimane D'Alfonso». Misticoni: Ds e Margherita lo hanno scelto Bene anche Ginoble ma tenga fuori la Regione

PESCARA. «Il candidato Tommaso Ginoble dica che non è il candidato della giunta regionale. Lo dica in modo chiaro e, soprattutto, alle dichiarazioni seguano i fatti». Stefania Misticoni, segretaria regionale dei Ds, magari si pente di averlo detto nel bel mezzo della conferenza stampa di presentazione sul tema: «Le ragioni del sostegno a Luciano D'Alfonso come candidato segretario del Partito democratico» ma, per i Ds che credono nell'equilibrio delle istituzioni, «la Regione Abruzzo deve rimanere fuori da questa vicenda politica». La puntualizzazione non è di poco conto e arriva al cuore del problema, di due settimane vissute pericolosamente dai partiti alleati. Tra: Democratici di sinistra, Margherita e Alleanza Riformista.
Ossia la creatura politica promossa dal presidente della giunta regionale, Ottaviano Del Turco. Ieri a bocce ferme i Ds hanno in primo luogo ribadito che il voto delle primarie «non deve essere in nessun modo un referendum sulla giunta regionale». Ma sui due candidati: il sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso e Tommaso Ginoble, assessore regionale ai trasporti, i Ds hanno espresso un certo disappunto per quanto accaduto.
Il primo candidato, Luciano D'Alfonso è stato ribadito dalla Misticoni ha avuto il via libera all'unanimità da Ds e Margherita e dal presidente del senato Franco Marini; il secondo, Tommaso Ginoble, ha ricevuto un poderoso sostegno del presidente della giunta regionale, Ottaviano Del Turco e di una vasta assemblea di amministratori comunali.
I Ds hanno rimarcato la differenza tra i due concorrenti non tanto per questioni interne ma, perchè hanno assistito prima ad un balletto di divisioni nella Margherita e, poi all'intervento di Del Turco che nel minacciare le dimissioni da presidente della giunta regionale ha tirato in ballo anche Walter Veltroni, candidato alla segreteria nazionale del Partito democratico. Su questo argomento la segretaria diessina ha voluto puntualizzare una affermazione di Veltroni riferita dal presidente Del Turco.
«Quando Veltroni osservava che non avrebbe accettato una candidatura frutto di una "rissa e del settarismo"» sottolinea Misticoni, «di certo non si riferiva a D'Alfonso che invece ha ottenuto, come sappiamo, l'unanimità di Ds e Margherita».
Chiuso il capitolo delle sottolineature, Stefania Misticoni dal tavolo di presidenza con i segretari di federazione di Chieti e Pescara, Andrea Catena e Antonio Castricone, ritorna volentieri al tema della conferenza stampa.
«I democratici di sinistra sostengono Luciano D'Alfonso alla segreteria del Pd», esordisce, «anche nella riunione della direzione regionale, presenti gli assessori, i consiglieri regionali ed i parlamentari, è emerso un orientamento unitario e condiviso». «I Ds hanno confermato la scelta compiuta domenica quando il candidato proposto era uno solo: Luciano D'Alfonso», ha ricordato la Misticoni, «e non avevamo nessun motivo per cambiare la nostra decisione. Tommaso Ginoble è un ottimo candidato, ma le caratteristiche di D'Alfonso si allineano di più al profilo delineato dai nostri dirigenti e amministratori ascoltati in più occasioni. Non volevamo, né lo vuole Veltroni, che l'elezione del segretario regionale del Pd si trasformasse in una competizione fra Ds e Margherita: anche per questo, oltre che per le scelte di carattere nazionale, non abbiamo messo in campo un nostro possibile candidato». I Ds ha osservato Stefania Misticoni, «sosterranno con coerenza e con convinzione la candidatura di D'Alfonso, con cui valuteremo insieme la squadra ed il programma. La Regione», ha infine ribadito, «è fuori da questa competizione politica, e questo dovrà essere chiaro nei comportamenti e nelle dichiarazioni di tutti».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it