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Data: 13/09/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Omnibus, attacco a Del Turco. Orlando: senza documenti piano finanziario bloccato

Il presidente della Commissione «Senza i costi delle delibere varate, impossibile fare il Dpef»

L'AQUILA. Scoppia un altro caso politico destinato a rendere più agitate le acque in un centrosinistra già diviso per le tensioni sulla segreteria del Partito democratico. Il presidente della commissione bilancio, Angelo Orlando, in un documento, boccia la gestione dei conti fatta dalla giunta e proclama lo sciopero della commissione.
Questo fino a quando non sarà fatta chiarezza sulla situazione economico finanziaria della Regione, soprattutto in riferimento alla sanità, e sul destino della contestata legge Omnibus, ancora non promulgata dal presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco.
La doccia fredda, che ripropone con evidenza la "guerra" in atto tra giunta e Consiglio regionale, c'è stata ieri mattina alla ripresa dell'attività della Commissione bilancio dopo la pausa per le ferie. L'esponente di Rifondazione nelle "comunicazioni del presidente" ha consegnato un atto di accusa ai colleghi presenti che denuncia un quadro di grande confusione. Sul banco degli imputati il presidente Del Turco e l'assessore al Bilancio Giovanni D'Amico, la cui lettera di allarme sui conti regionali inviata al Consiglio alla fine di luglio è stata definita "L'Epistola ai Peccatori del 31 luglio 2007".
Per Orlando le condizioni per fare chiarezza e riprendere il lavoro sono due: la presentazione al Consiglio regionale del documento di programmazione economico e finanziario regionale 2008 (Dpefr) che secondo la legge deve avvenire entro il 5 settembre per poi essere approvato entro il 30 settembre e lo scioglimento del nodo legato alla Omnibus che il presidente Del Turco non ha ancora promulgato. Nella nota l'esponente di Rifondazione sottolinea che era stato lo stesso assessore D'Amico nella seduta del Consiglio regionale del 13 marzo scorso ad assicurare durante la discussione sul piano di risanamento del sistema sanitario che in sede di Dpefr 2008 «si sarebbe chiarito il quadro delle entrate e delle spese». «Per tutta l'estate si è pensato», attacca Orlando, «che il massacro dei conti dipendesse da quella spesa dissennata di 17 milioni di euro del fondo globale assegnati dal Consiglio regionale ai Comuni, invece il sistema era precario dall'inizio, così come l'allarme. Nella lettera di D'Amico il monito c'era, ma per evitare problemi doveva essere inviata quattro mesi prima in modo tale da non fare l'Omnibus ma una legge più snella. E si sarebbe detto chiaro che c'erano problemi e si dovevano fare sacrifici». Quali sono i problemi? «Così non si può lavorare, non c'è certezza sui conti», prosegue Orlando, «non è mai chiaro se una decisione possa produrre effetti devastanti. Quindi, bisogna ripartire dalla chiarezza. Infatti, i numeri non sono univoci, il controllo della spesa non è sistematico, non c'è raccordo e coordinamento tra le strutture perché non c'è un servizio di bilancio in Consiglio regionale. Il quadro non è organico e non c'è programmazione. Si può ricominciare a lavorare solo con la certezza dei conti che si trova nel Dpefr». Angelo Orlando denuncia due pesi e due misure: «Il dubbio nasce dal fatto che nel documento di budget le direzioni hanno una cifra da spendere, che poi non trova assonanza nel documento di bilancio. Se la Giunta fa operazioni di trasferimento dai Trasporti ad Abruzzo Engeneering devo presupporre che il dato di partenza non è pienamente attendibile, così come leggendo delibere che indicano le spese in dotazione all'Arssa, Aptr, ci sono spese discrezionali che non tengono conto dell'esigenza di rigore».

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