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Pescara, 18/12/2018
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Data: 04/04/2017
Testata giornalistica: Mapero'
Mattoscio il sindacalista di Lilli Mandara

E adesso Mattoscio-tuttofare e acchiappatutto fa anche il sindacalista, una carica che gli mancava: il 30 marzo scorso ha formalizzato lo stato di agitazione del personale della Saga, la società di gestione aeroportuale e inviato una nota alla Prefettura, manco fosse la Camusso. Naturalmente il sindacato ha risposto picche e non si è presentato: la procedura non era stata avviata. Nessun sindacato, che è l’unico legittimato per legge ad avviare le procedure di raffreddamento e conciliazione, aveva mai incardinato alcuna vertenza.

Una forzatura, una gaffe quella mattosciana che non si era mai verificata prima.
Cosa succede nel misterioso mondo della Saga? Ne succedono di tutti i colori, secondo i sindacati. Intanto il cda, che dopo le dimissioni del vicepresidente Antonello Ricci, sostituito a sorpresa (dopo le mirabolanti promesse del governatore Luciano D’Alfonso di trovare una professionalità di altissimo livello) da Roberta Di Biase, dipendente regionale a tempo determinato assunta per lavorare insieme a Paolo Menduni all’Aric e sorella di Vittorio Di Biase, il responsabile del Genio civile interrogato qualche giorno fa dalla procura della repubblica sul caso Pescaraporto, adesso chiede di rivedere i contratti aziendali. Ma nello stesso tempo non accetta di fornire l’elenco dei dipendenti privilegiati, quelli che prendono superminimi che vanno da mille euro al mese in più fino a 60 mila euro in più l’anno. Top secret, si appella alla privacy la Saga by Nicola Mattoscio, i privilegiati restano tali, i loro stipendi non si possono toccare, risponde il cda ai sindacati.

Che nella loro lettera di febbraio scorso, una denuncia pesantissima inviata anche al presidente della Regione, mettono il dito nella piaga: ci sono 4 dipendenti che prendono in busta paga “un importo suppletivo per oltre 60mila euro l’anno”. I sindacati chiedono giustizia e chiedono di conoscere quale sia la motivazione alla base del super minimo. Niente, c’è la privacy.
E c’è la privacy anche se tenti di conoscere il compenso del nuovo consulente delle risorse umane Alberto Orlandini, che sembra abbia lavorato anche alla prima trattativa Alitalia, assunto dalla Saga nell’autunno scorso. “Lavora gratis” ha risposto il direttore generale ai sindacati, ma il sito della trasparenza della Saga, nonostante sia una partecipata dalla Regione (e che partecipata! visto che becca dalla Saga circa 4 milioni l’anno solo per il ripianamento dei debiti) resta desolatamente sguarnito.
E poi c’è il braccio di ferro perchè la Saga, nonostante punti all’obiettivo degli 820 mila passeggeri entro il 2020 e abbia raddoppiato gli utenti passati dai 340 mila del 2006 ai 620 mila attuali mentre il numero degli addetti è passato da 54 a 34 unità, chiede di adibire il personale di rampa all’”estirpazione delle erbe, alla verifica dei battiscopa, delle serrature e persino delle tavolette dei bagni”. Situazioni di illegalità che riguardano anche le condizioni di lavoro del personale: il sindacato denuncia che durante la nevicata di gennaio

“la vita di un dipendente è stata messa a rischio, portandolo ad operare in quota senza protezione alcuna e utilizzando la parte finale di una scaletta passeggeri priva di parapetti”.

Sotto gli occhi dei responsabili della Saga. Insomma, un quadro non proprio idilliaco, né trasparente. L’incontro di ieri in prefettura è andato a vuoto. Se ne farà un altro. Nel frattempo i sindacati vanno giù duri:

“Che la Saga fosse in confusione lo avevamo già capito a febbraio scorso, quando abbiamo sottolineato i molteplici paradossi e il delirio di onnipotenza della dirigenza e del cda Saga, oltre al pressappochismo di nuovi consulenti. Con gli ultimi accadimenti si è toccato il fondo”.

ps1: e dopo la resurrezione di Mattoscio alla fondazione Pescarabruzzo (decaduto come presidente e rinato come presidente-ombra), il Mattoscio sindacalista ci mancava.
ps2: magari un po’ di trasparenza il nuovo consulente potrebbe suggerirgliela.

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