ROMA Un piano ambizioso: spostare 140 milioni di viaggiatori dal cielo e dall'auto alla rotaia nell'arco dei prossimi cinque anni. Il vertice delle Ferrovie (Cipolletta-Moretti) è intenzionato a realizzare il progetto puntando a un duplice obiettivo: risanare finanziariamente l'azienda e sviluppare il servizio in termini di qualità e di quantità. 6,4 i miliardi di investimenti da qui al 2011 per acquistare mille nuovi treni che dovranno garantire spostamenti più confortevoli e maggiore puntualità, grazie alla accresciuta affidabilità dei convogli e alla loro "giovinezza". Oggi il parco Fs è tra i più vecchi d'Europa. Un contributo importante al raggiungimento dell'ambizioso traguardo lo darà il completamento della rete Alta Velocità/Alta Capacità, lungo la quale verranno dirottati gli Eurostar e i merci, alleggerendo così il traffico delle linee storiche, lungo le quali marceranno invece i treni pendolari. Complessivamente 140 milioni di viaggi "rubati" alle strade e alle aerovie; 124 solo quelli che dovranno contribuire a decongestionare le nostre arterie stradali e rendere meno irrespirabile l'aria delle città.
I vantaggi per l'ambiente. Oggi per trasportare 50.000 persone all'ora lungo uno stesso percorso sarebbero necessari una carreggiata a 60 corsie, larga 175 metri per le auto; una a 12 corsie, larga 35 metri per i pullman contro uno spazio di 9 metri di larghezza per un treno. Ogni trasportato in auto emette una quantità di polveri sottili 12 volte maggiore rispetto a chi si muove in treno. Ancora più elevati i tassi di inquinamento dell'aereo. Non c'è neppure confronto in termini di sicurezza: l'indice di mortalità all'anno in rapporto ai volumi di traffico è di 7,80 per la strada e dello 0,30 per la rotaia.
La sfida cielo-terra. Il completamento dell'Alta Velocità ferroviaria rivoluzionerà il livello di competitività tra treno e aereo. Oggi un Roma-Milano, con un treno T-biz che ferma soltanto a Bologna, si compie in poco più di 4 ore. Calcolando i tempi di imbarco e sbarco e le lungaggini per il controllo bagagli, in aereo si risparmia solo una manciata di minuti. Nebbia e gelo permettendo. Tra due anni, una volta ultimata la linea Av, il tragitto tra le due città (anzi, tra centro e centro) si potrà completare in tre ore. Come dire che l'Alta Velocità risulterà vincente sulle distanze tra i 500 e i 600 chilometri. Come del resto dimostrano le cifre: sulla Madrid-Siviglia prima dell'arrivo dell'Av le quote di mercato di treno e aereo erano rispettivamente del 33 e del 67%. Dopo nove anni il rapporto è più che invertito: 84% per il treno ad Alta Velocità, 16% per l'aereo. Altro esempio, con l'avvento del Tgv francese sulla tratta Parigi-Strasburgo, l'Air France è stata costretta da ridurre da 12 a 8 i propri voli giornalieri.
In Italia le previsioni contenute nel piano industriale Fs parlano di una crescita del 14% dei volumi di traffico nella media e lunga percorrenza nei prossimi cinque anni. Un mercato che, ovviamente, fa gola ai privati che sono destinati ad accaparrarsi - anche questa è una previsione delle Ferrovie - una fetta del 15% della torta entro il prossimo quinquennio. Una eventualità che guardano con grande preoccupazione al quartier generale di piazza della Croce Rossa. Ed allora: o lo Stato ridefinisce con precisione quali debbono essere i servizi "universali" da finanziarie con appositi contratti o c'è il rischio di veder incrementate le perdite dell'azienda.