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Data: 16/09/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Bersani: «Basta demagogia su Malpensa». Il ministro interviene sulle polemiche: una compagnia sull'orlo del fallimento non può sostenere due hub

«Il Nord non può chiedere sia la liquidazione di Alitalia che il salvataggio dello scalo milanese»

ROMA - Il ministro Bersani non ci sta. «Su questa vicenda di Malpensa c'è troppa demagogia». Prima si dice che l'Alitalia deve essere liquidata. Poi, si gira l'angolo, e di fronte ai tagli dei voli Alitalia iniziano le proteste e si alzano i manifesti per salvare Malpensa. «Almeno - dice il ministro in un colloquio con il Messaggero - si scelga una delle due cose, perchè tutte e due assieme non ci possono stare». Insomma, alle spalle ci sono giorni e giorni di polemiche che hanno accompagnato l'approvazione del piano industriale della compagnia, ma il ministro dello Sviluppo Economico non ha cambiato idea. Anzi: «Alitalia, ora, nelle sue condizioni, più che mai non può sostenere due hub». In futuro si vedrà. Molto dipenderà anche dall'esito che avranno gli sforzi del management di guidare la compagnia nelle braccia di un nuovo socio. Ma oggi non si può chiedere ad Alitalia di sostenere Malpensa. Perchè «lo sviluppo di Malpensa - ribadisce il ministro - non può essere affidato a una società che rischia il fallimento».
Si tratta quindi di affrontare il problema Malpensa come un capitolo a parte. Un capitolo che «si lega invece alla riorganizzazione del sistema aeroportuale nel Nord del Paese». Da Torino a Trieste c'è un aeroporto ogni 50 chilometri. È se è vero che il 70% dei biglietti aerei si stacca al Nord, molti di questi biglietti vengono staccati in aeroporti che stanno a 50 chilometri di distanza e che portano aerei a Parigi o Londra o Berlino, per poi andare nel resto del mondo.
Insomma, ci si lamenta del taglio dei voli intercontinentali di Alitalia a Milano, ma sono pochissimi al Nord a riempire questi stessi voli. E' forse un problema di cui può farsi carico Alitalia, così com'è? Allora bisognerebbe mettersi intorno a un tavolo, invita Bersani. Perchè «non sarà possibile immaginare sviluppi ulteriori di Malpensa senza una valutazione precisa, puntuale e coraggiosa degli assetti del sistema aeroportuale milanese e del Nord. Non si può allo stesso tempo rivendicare il futuro di Malpensa e aggirare le scelte conseguenti». Ed è un uomo del Nord a parlare. Ben venga poi il mercato. E ben vengano proposte come quella di Ryanair. «La Sea sta esaminando la proposta. E comincia a piacermi il fatto che bisogna ragionare, quando si parla di infrastrutture, in termini di mercato e non in termini di politiche protezionistiche. Impossibili oggi». Insomma, certe logiche economiche non si possono cambiare.
«E immaginare che in un Consiglio dei ministri si possa risolvere il problema del rilancio di Malpensa, è impensabile». Un messaggio preciso, a chi nella vicenda Malpensa-Alitalia vorrebbe vedere scendere in campo il governo. Anzi, Romano Prodi in persona.

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