PESCARA. L'assessore al traffico Armando Mancini ha riempito l'auditorium De Cecco, ieri pomeriggio, per spiegare ai cittadini in cosa consiste il nuovo piano traffico e perché non è giusto abrogarlo con il referendum del 23 settembre. «L'approvazione di un piano traffico non è stata un capriccio della nostra giunta: è un obbligo di legge per le città sopra i 30mila abitanti, e il fatto che, in Abruzzo, la sola Pescara si sia messa in regola non mi sembra un demerito», ha esordito l'amministratore.
Innovazioni. «Il numero di automobili che entrano in città è aumentato del 20 per cento in cinque anni. Il traffico è diretto verso il centro, ma al centro non si trova parcheggio, per cui le macchine girano a vuoto a lungo. Il 60 per cento di coloro che vengono in auto da fuori Pescara lo fa per lavoro, e queste persone sarebbero ben felici di lasciare le macchine fuori città e di muoversi più velocemente».
«E' per questo», sostiene Mancini, «che abbiamo limitato il traffico al centro, dotato gli autobus di corsie preferenziali, istituito un sistema di navette e creato fuori città parcheggi che costano solo un euro. Aumentare le tariffe dei parcheggi, che comunque restano i più economici d'Abruzzo, è servito a finanziare tutti questi servizi e non a compiere chi sa quali illeciti come l'opposizione ci accusa. Abbiamo fatto tutte cose semplici, certo, e perfettibili; ma tutte cose che si potevano fare anche cinque anni fa», ha attaccato l'assessore (fronte del No), che ha spiegato poi come il nuovo sistema di rotatorie, svolte a destra e sensi unici abbia ridotto gli incidenti stradali, e s'è soffermato sulla rete di piste ciclabili che, sostiene, ha reso più sicura e meno inquinata la città.
Prigionieri di una Ztl. Ma dall'opposizione è arrivata una critica radicale. Quasi nelle stesse ore, esponenti dei partiti di centrodestra hanno battuto le vie del centro per spiegare perché, a loro giudizio, il nuovo piano traffico non va. Pierluigi Bacceli, uno dei promotori del «fronte del sì» all'abrogazione, ha detto: «Buona parte dei pescaresi ignora i reali contenuti del piano. Innanzitutto, esso prevede il pagamento di un ticket per accedere al quadrilatero centrale. Poi aumenta da un euro e 50 a cinque euro la tariffa per sostare nelle aree di risulta, mettendo in difficoltà tutte quelle categorie che, come commessi e impiegati, usano quei parcheggi per andare a lavorare. I residenti in centro avranno un solo permesso di circolazione per famiglia, il che comporterà che ogni famiglia dovrà pagare i permessi aggiuntivi di cui non potrà fare a meno. Gli abitanti del centro, insomma, o pagheranno o resteranno prigionieri della Ztl». Bacceli ha smentito anche i dati sull'inquinamento diffusi dall'amministrazione. «Innanzitutto è scorretto che si comparino cifre del 2002-2003 con altre del 2006. In secondo luogo, l'inquinamento non è affatto diminuito; anzi, se n'è registrato un picco proprio nel 2006, quando il nuovo piano traffico ha iniziato a produrre i suoi effetti. A Portanuova le centraline sono sempre sopra il limite perché, chiudendo il centro, si è concentrato tutto il traffico al di là del fiume. Noi siamo convinti che la lotta all'inquinamento passi per altre vie, e che, per esempio, occorra dotare la città di autobus ecologici. Infine, resta aperto il problema che la chiusura del centro ha rappresentato un colpo basso ai danni di quei commercianti che sono il cuore vivo dell'economia della città».
I prossimi appuntamenti. Oggi, alle 16, il «fronte del sì» all'abrogazione illustrerà le modalità di voto al referendum a corso Umberto, e domani tornerà a fare opera di sensibilizzazione al voto, dapprima in zona stadio alle 9, e poi alle 16 nel quartiere Portanuova. Lo schieramento del «no» ha organizzato invece due nuovi incontri: il 18 settembre, alle 18, al consiglio del quartiere 4 in via di Sotto, e il 21, alla stessa ora, al museo Colonna.