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Pescara, 09/05/2026
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Data: 18/09/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Vertice senza Margherita. Del Turco: «Cambiamo la legge Omnibus». Teodoro: «Non si tocca»

Nuovo braccio di ferro per la guida del Pd

L'AQUILA. La pausa estiva non ha portato consiglio. Nella maggioranza di centrosinistra alla Regione la spaccatura sulla cosiddetta Omnibus non è rientrata, anzi è destinata ad acuirsi. Ieri, nella prima riunione dell'Unione dopo le ferie la prima grana nella maggioranza è scoppiata proprio sulla Omnibus, la legge approvata il 3 agosto scorso che distribuisce contributi a pioggia. Questa volta lo scontro è emerso in una riunione convocata dal presidente Del Turco che ha risentito delle tensioni legate al Partito democratico. La Margherita non si è presentata. Il coordinatore D'Ambrosio e il capogruppo Teodoro hanno fatto sapere che «avevano preso già altri impegni». E' la prima volta che accade che la Margherita diserti un appuntamento così importante.
In filigrana si legge un effetto del braccio di ferro che vede contrapposti proprio i Dl e il presidente Del Turco sulla leadership del Partito democratico abruzzese. La Margherita con il «pacchetto Marini» pensava di aver risolto positivamente il problema: D'Alfonso candidato segretario, pronto a scendere di nuovo in campo come sindaco di Pescara e Del Turco presidente dell'assemblea del Pd Abruzzese. Ma proprio l'intransigenza (rifiuto) di Del Turco ha cambianto tutto.
Il presidente ha minacciato le dimissioni, se fosse passata la proposta Marini. Si è arrivati così alla spaccatura dentro la Margherita. Con i due assessori della delegazione diellina, Mazzocca e Ginoble, che si sono schierati col presidente. Da qui la candidatura dell'assessore Ginoble alla segreteria Pd per contrastare il candidato di Margherita e Ds, D'Alfonso.
La scelta di ieri della Margherita di disertate il vertice voluto da Del Turco è una prima risposta al clima di competizione che si è innescato dentro la maggioranza. Cui si somma la scelta dell'Idv di uscire dalla maggioranza (si veda altro servizio). Un momento non facile per la navigazione del governo Del Turco.
La miccia che ha acceso le polveri è stato comunque l'Omnibus. Del Turco vuole che tornino in consiglio regionale le parti più contestate.
Lo stesso presidente in una nota che non tiene conto della posizione della Margherita, ha spiegato che non promulgherà la legge fino a quando «l'assessore al Bilancio non avrà stabilito un percorso legislativo che consenta di liberare la legge stessa dagli aspetti più discussi». Alla luce dello stop della Margherita, tutto è rinviato al seminario del 26 settembre che il presidente ha convocato a Città Sant'Angelo per discutere della "campagna d'autunno della giunta".
«L'Omnibus non si tocca» ha detto al Centro il capogruppo della Margherita, Maurizio Teodoro, «rivendichiamo la validità del provvedimento che va nella direzione degli interessi dei Comuni e in particolare nelle aree interne e dei piccoli Comuni. L'azione legislativa va tenuta nella massima considerazione come pure le decisioni che l'Assemblea assume come nel caso dell'Omnibus. E' opportuno e doveroso da parte dell'assessore al Bilancio mettere nella condizione le direzioni di dare attuazione all'atto legislativo licenziato dal Consiglio». «Sulla Omnibus siamo d'accordo con il presidente», ha detto il capogruppo di Rifondazione, Daniela Santroni, «su una modifica degli elenchi. Ma l'intesa si deve trovare anche con la Margherita».

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