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Data: 19/09/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Pendolari «in fuga» dall'Arpa. I sindacati: troppe file e biglietterie insufficienti

AVEZZANO. Utenti in "fuga" dall'Arpa. L'azienda di trasporto su gomma finisce nel mirino di viaggiatori e sindacati per le lunghe file alle biglietterie, i disagi per il nuovo servizio di prenotazione e i punti vendita nella Marsica insufficienti. A questo punto rischia di perdere una fetta consistente di viaggiatori sulla linea Avezzano-L'Aquila.
Insoddisfatti del servizio, alcuni viaggiatori si sono attivati per trovare altri utenti interessati a viaggiare con bus privati. Operazione attraverso volantini distribuiti sui bus o alle fermate. «Questo segnale non va sottovalutato», affermano Ugl e Uil trasporti, «esprime un disagio reale. L'Arpa non può continuare a far finta di niente rispetto alla lunga serie di problemi messi sul tavolo dai sindacati che stanno generando un clima di sfiducia e rabbia nei viaggiatori che si sfogano con il personale incolpevole». In cima alle preoccupazioni dei sindacati il nuovo sistema di prenotazione dei posti sulla Avezzano-L'Aquila, i rifornimenti carenti, gli atti vandalici sui bus, i controlli insufficienti, lo stress del personale.
«Abbiamo sollevato da tempo i tanti gravi problemi organizzativi», aggiungono, «che creano disagi al personale e ai viaggiatori, ma senza ottenere risultati. Sembra quasi che l'azienda non si renda conto delle difficoltà quotidiane di chi vive sulla propria pelle il contatto con i viaggiatori inviperiti per i disservizi». Uno dei motivi di discussione riguarda il sistema di prenotazione che penalizza gli utenti delle periferie dove è rimasto operante il vecchio modello. Qui, infatti, il posto a sedere non si può prenotare e quindi, una volta giunti ad Avezzano, sono costretti a cedere il posto ai più fortunati che risiedono in città. Altra nota dolente il deposito di Lecce nei Marsi, dove i pullman restano in balìa dei vandali, mentre con l'arrivo della stagione invernale la situazione è destinata a peggiorare. «Erano stati previsti dei fondi per la messa in sicurezza dei mezzi», concludono i sindacati, «ma se n'è persa traccia. L'Arpa deve cambiare rotta e aprire le porte a un confronto con i rappresentanti dei lavoratori per dare le risposte attese dagli utenti e dal personale costretto a operare in condizioni di estremo disagio e a subire dosi di insulti quotidiani dai viaggiatori insoddisfatti del servizio».

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