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Pescara, 09/05/2026
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Data: 19/09/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Il manifesto del No firmato da 26 personalità. Medici e docenti con Mancini. Ma il Sì smentisce il calo di incidenti e smog

PESCARA. Stoccate a distanza tra favorevoli e contrari al piano traffico. Dopo gli incontri quartiere per quartiere con i cittadini, per spiegare i motivi del Sì e del No alla revoca dello strumento, ora i due fronti puntano l'attenzione sui dati: inquinamento, incidenti, tempi di percorrenza.
Il Comitato per il Sì, al referendum del 23 settembre, si è affidato a Mattia Giansante, dell'associazione La Radice per contestare i numeri diffusi dai sostenitori del Put sugli incidenti automobilistici in città in calo con l'introduzione dei nuovi sensi di marcia e delle prime 15 rotatorie sulle 18 previste. «Dal 14 giugno 2006 i morti sulla strada sono stati 5, gli incidenti 476, e già questo contraddice quanto affermato dal sindaco Luciano D'Alfonso nella sua lettera ai pescaresi», ha esordito Giansante all'incontro con la stampa tenuto nella sede di corso Umberto.
LA SEGNALETICA. Poi, con l'aiuto di un dossier fotografico ha mostrato vistose carenze della segnaletica stradale: «In questi giorni si stanno affrettando a far ridipingere strisce pedonali sbiadite e invisibili», ha detto, «ma continuano a farle con una vernicetta che sparisce subito, ignorando i moderni materiali a prova di intemperie che si usano altrove. E in molte zone riaffiorano vecchie delimitazioni di piazzole di sosta o di carreggiata. Illuminazione carente, spartitraffico e dossi artificiali rotti e irregolari sono sotto gli occhi di tutti. Direi che la sicurezza dei pedoni non è salvaguardata, così come quella dei ciclisti: le piste ciclabili sembrano quelle di puffolandia. Un piano traffico serio avrebbe dovuto mettere la sicurezza al primo posto, quello adottato non lo fa».
LE MICROPOLVERI. Nicola De Amicis, presidente del Comitato per il Sì, ha poi preso la parola per smentire i dati sulle micropolveri da gas di scarico, sostenendo che «non è vero che l'inquinamento è sceso con l'introduzione del Put. Le tre centraline dell'Arta sono tutte vicine al mare, ma ai Colli e in viale Bovio la situazione dell'aria si è aggravata».
LE ZTL. Di «concezione razzistica nell'amministrazione della città» ha parlato Nicola Cirelli, commissario provinciale dell'Aniep, Associazione nazionale per la promozione e la difesa dei diritti civili e sociali degli handicappati, a proposito delle zone a traffico limitato: «Di fatto le Ztl escludono gli 8000 cittadini che hanno difficoltà di deambulazione», ha attaccato. «Possiamo passare, ma non sostare, anche se abbiamo il tesserino sul parabrezza che certifica la disabilità. Si tratta di una stortura amministrativa che per chi ha difficoltà a muoversi autonomamente (e voglio ricordare tutti possiamo diventare handicappati) è un ulteriore grave impedimento a venire in centro per svolgere qualsiasi attività. Io per andare in banca dovrei avere un autista che mi lasci all'ingresso e vada a parcheggiare per poi venirmi a riprendere: e quanto deve costarmi una banale operazione allo sportello?».
FRONTE DEL SI'. L'assessore alla Mobilità urbana Armando Mancini replica a distanza parlando di «terrorismo psicologico nei confronti di chi abita nella Ztl, che invece avrà benefici di qualità per la salute dal Put», ricordando che si pagheranno «dieci euro al mese per la sosta delle seconde macchine, il resto è gratis». Poi la replica sui parcheggi di scambio, che secondo il fornte del No andavano fatti prima di attuare il Put: «Questo cozza con il codice della strada. La legge obbliga a regolamentare quello che c'è, anche perchè occorrono milioni per le aree di interscambio, e comunque è in corso di aggiudicazione la gara per costruzione e gestione di 480 posti a Sud della città e 400 a Nord». Costo di sosta e biglietto del bus navetta per tutto il giorno: un euro. «Meno di così era impossibile. Le strisce blu in centro sono in ogni città», ha aggiunto, «noi ne abbiamo aggiunte un migliaio alle esistenti a fronte di 50-60mila posti gratuiti». A difendere i dati sul calo netto di benzene e Pm10 nell'aria hanno pensato Glauco Torlontano e Paola Marchegiani, presidenti della commissioni consiliari Salute e Ambiente: «La giunta di centrodestra non aveva fatto nulla per l'inquinamento, noi abbiamo abbassato il livello di micropolveri da 81 a 40 con la rampa chiusa. Dire che lo stato dell'aria non è cambiato in meglio è una bugia che i rilievi dell'Arta smascherano ogni giorno. E altri miglioramenti si vedranno con l'attuazione dell'intero piano traffico».
LE 26 ADESIONI. Le ragioni del No sono state sintetizzate in un manifesto firmato da 26 rappresentati della società: Giuseppe Fioritoni, Lorenzo Barberini, Fernando Calati, Domenico Di Carlo, Luciana Vecchi, Paolo Castellucci, Umberto Coccia, Lorenzo Cesarone, Antonella Ciancaglini, Candido Coatiti, Giovanni Damiani, Gilberto Ferri, Sandro Santilli, Tullio Tonelli, Franco Venni, Glauco Torlontano, Franco Leone, Nando Filograsso, Maria Floridi, Giancarlo Foglietta, Vittorio Gerardi, Pasquale Grimaldi, Gaetano Novello, Danilo Paolucci, Edwige Ricci, Bruno Sulli. Laura Floridi, Giancarlo Foglietta, Vittorio Gerardi e Pasquale Grimaldi.

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