Gli interventi. Il Pdci: progetto non in linea con gli interessi della città. Nappi: Pescara giudicherà la giunta
PESCARA. I Comunisti italiani non andranno alle urne domenica 23 settembre a votare per il referendum sul piano traffico. L'astensione è stata annunciata ieri mattina: le critiche riguardano non solo il Put, che il partito «non condivide totalmente», ma anche l'atteggiamento dell'amministrazione comunale, che «non ha mai consultato il Pdci nel preparare il piano»
La decisione è stata comunicata dai rappresentanti del partito Sara Ranocchiaro, della direzione nazionale, Marco Calvarese, segretario della sezione Togliatti, Silvana Palumbi, della segreteria federale e Giuseppe Dionisio, segretario provinciale del Pdci.
«Eppure», ha fatto notare la Ranocchiaro, «avremmo avuto tanto da dire, e non solo sul piano traffico». Dionisio ha apprezzato «la buona volontà dell'amministrazione, ma», ha detto, «siamo ancora al maquillage. L'inquinamento uccide la città», ha proseguito. «Sarebbe stato opportuno pensare a un progetto di mobilità su rotaia. Registriamo politiche non ancora in linea con gli interessi della città per quanto riguarda gli aspetti ambientali e di vivibilità, e non condividiamo il fatto che non ci sia stato un momento di verifica e di confronto che potesse arrivare a progetti condivisi, non solo sul piano traffico
Vota e invita a votare No alla revoca del Put Davide Pace, capogruppo consiliare di Sinistra democratica: «L'intervento», osserva, «oltre a essere progressivo, poggia su una visione d'insieme: nel piano c'è infatti un progetto integrato di soluzioni i cui benefici si stanno già vedendo». Schierato per il Sì all'abrogazione Dario Forcucci, presidente del Circolo della Libertà Guareschi: «Il libero quanto inefficace arbitrio della giunta D'Alfonso non può e non deve essere più tollerato, specie per una città come la nostra, che soffoca da troppi anni nel caos, figlio del nervoso e incessante viavai di mezzi». Una «occasione mancata» il giudizio di Mario Sorgentone, presidente dell'associazione Strada parco, sul referendum, «che da consultazione puramente tecnica», nota, «si sta trasformando in scontro politico e nelle prove generali delle prossime elezioni amministrative.
E di «questione politica» parla Ubaldo Nappi, coordinatore regionale Italiani nel mondo, che appoggia il Sì: «Il governo cittadino verrà giudicato domenica su una questione specifica, ma il voto misurerà sicuramente il gradimento di cui questa amministrazione gode», osserva.
E' invece «sbagliato dare una valenza politica al referendum, come sta accadendo», secondo l'Udeur. «Il piano traffico non ha e non può avere un colore politico, in quanto riveste esclusivamente carattere tecnico». Quindi il partito lascia «piena libertà di coscienza» ai propri elettori. Per dare forza alle ragioni del No scendono in campo Cgil, Cisl e Uil, che oggi terranno una conferenza stampa.