TERAMO. Una provincia che sconta un ritardo notevole nel sistema dei trasporti, sia su rotaia che su gomma. La denuncia arriva dalla Cgil che parla di bagni murati nelle stazioni ferroviarie e di autobus spesso inaccessibili ai disabili, tanto per fare degli esempi.
«Si tratta di situazioni», afferma Giampaolo Di Odoardo, segretario generale della Cgil, «per penalizzano l'intera provincia sia in termini di turismo che economici». Di Odoardo cita un problema-simbolo della scarsa attenzione che le Ferrovie hanno per la provincia: alla stazione di Giulianova non fermano gli Eurostar. Il sindacato parla «di disattenzione degli enti, i quali dimenticano che il sistema mobilità è importante per la vivilibità della citta», osserva Aurelio Di Eugenio, segretario provinciale della Filt Cgil, «nel trasporto ferroviario siamo quasi all'anno zero. Molte stazioni, anche quelle ristrutturate, sono inaccessibili ai disabili. Nelle stazioni non ci sono le biglietterie, l'unica attiva in provincia è a Giulianova dalle 6,25 alle 20,10 con un solo operatore. Le sale di attesa sono quasi tutte state trasformate in bar e ristoranti. In alcune stazioni si rischia di chiudere i bagni se i viaggiatori non superano il numero di 600, come disposto dalle ferrovie». In effetti già in molte stazioni i bagni sono chiusi con tanto di catena o murati, come a Teramo. La Filt Cgil, peraltro, chiede che almeno d'estate le Ferrovie prevedano ad Alba Adriatica la fermata di un Intercity al giorno.
Non va meglio per gli autobus. «Da tempo chiediamo interventi per migliorare la mobilità, ma invano», esordisce Luigi Scaccialepre, segretario regionale della Filt, «a Tortoreto abbiamo chiesto un sottopasso accessibile agli autobus: usando il passaggio a livello si può stare fermi anche per 30-40 minuti. A Giulianova chiediamo il ripristino del transito al Paese, molto utile per gli utenti. E poi i capolinea: a Giulianova, a Roseto, ma anche a Teramo, ad esempio alla Cona, ce ne sono di non sicuri. Centinaia di studenti aspettano per strada, senza un marciapiede o un'area riservata».
Il sindacalista si sofferma sulla situazione a Teramo. «In tutte la città le fermate vengono usate come parcheggi, senza che nessuno intervenga. Questo significa che molto spesso», spiega Scaccialepre, «gli autobus devono fermarsi in mezzo alla strada, intralciando il traffico. Alcune strade, in alcune ore, si trasformano in strade a senso unico per le auto parcheggiate: è l'esempio di viale Crispi, davanti alle scuole Noè Lucidi e D'Alessandro».
Il sindacalista parla di situazioni di pericolo a Porta Melatina. «I bus delle linee 2, 4 e 7 devono accostarsi a destra alla fermata e poi attraversare tre corsie per spostarsi a sinistra e andare su ponte San Francesco». Pericoli anche in via Cona, dove ci sono tre fermate nell'arco di 180 metri.
Piazza Garibaldi, questione irrisolta
TERAMO. Uno degli snodi più problematici della viabilità è piazza Garibaldi. Qui tutte le fermate sono invase perennemente da automobili in sosta. Non solo: «molti autobus sono costretti a fare il giro della rotonda due volte», spiega Luigi Scaccialepre della Filt Cgil, «le linee 1 e 3 che arrivano da ponte San Gabriele e sono dirette in viale Bovio non fermano davanti alla villa comunale, come sarebbe logico, ma dalla parte opposta».
I sindacati da tempo pongono una serie di problemi all'amministrazione comunale. «L'ultima volta è stato il 3 marzo di quest'anno: abbiamo chiesto, finora invano», osserva il segretario regionale della FIlt Cgil, «un tavolo su alcune questioni che sono risolvibili in brevissimo tempo e senza costi aggiuntivi. Per orientare i cittadini verso il trasporto pubblico urbano e ridurre il traffico bisogna migliorare il servizio. Si potrebbe subito, ad esempio, liberare piazza Garibaldi dalla sosta selvaggia nelle aree riservate agli autobus, migliorare le informazioni sul servizio con paline intelligenti, coordinare l'attività di controllo del traffico dei vigili urbani».