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Data: 20/09/2007
Testata giornalistica: Il Centro
«Bus nel caos e sotto ricatto dei teppisti». I sindacati scrivono al prefetto «Misure urgenti sulla sicurezza»

CHIETI. Storia di teppismo urbano. Bus presi d'assalto dai bullli e autisti alle prese con una viabilità caotica che collassa. Tornano a minacciare lo sciopero i sindacati dei trasporti pubblici in una lettera inviata al prefetto Vaccaro, al sindaco Ricci, all'assessore Febo e alla società Panoramica. E' la Faisa-Cisal a sollecitare un incontro urgente. Da largo Cavallerizza al Megalò i problemi della strada diventano attentato quotidiano all'incolumità di pedoni e passeggeri e non è più tempo di rimandare. Anche perché le questioni, sempre le stesse, sono sul tavolo da almeno un anno.
«Non è accettabile il comportamento dell'amministrazione comunale», dicono Luciano Lizzi e Paolo Crisante (Faisa-Cisal), «che continua a indugiare su provvedimenti urgenti per la sicurezza dei cittadini».
LE CRITICITA'. «Tra le difficoltà», afferma Lizzi, «c'è il terminal di largo Cavallerizza, che voremmo fosse trasferito a piazza Garibaldi. Fare manovra è diventato un vero problema, con le auto parcheggiate a caso o in transito libero, a rischio di pedoni e viaggiatori». Il tragitto su via Arcivescovado complica una condizione di lavoro già molto difficile. «Largo Cavallerizza è stato teatro di incidenti, a conferma della pericolosità del sito», continua Lizzi, «di recente un autista è stato investito. Per questo abbiamo voluto sensibilizzare anche il prefetto. Le riunioni in municipio vengono convocate di rado, spesso saltano». Al Megalò, gli autobus non possono entrare. Così i passeggeri scendono a Santa Filomena e «passeggiano», come se nulla fosse, tra gli svincoli dell'Asse attrezzato e una strada provinciale molto trafficata, per raggiungere il centro commerciale. «Piazzale Marconi», prosegue Lizzi, «è sottoposto a un flusso esagerato di pullman. Eppoi le tante strade afflitte dalla soste selvagge, che ostacolano il nostro lavoro».
TEPPISMO. I sindacati chiedono il potenziamento del controllo sui bus. «Quando troviamo qualcuno senza biglietto», osserva Lizzi, «lo invitiamo a fornire le generalità ma puntualmente è senza documenti. Così non ci resta che chiamare i vigili urbani ma riscontriamo puntualmente grosse reticenze. Sarebbe opportuno valutare soluzioni idonee, che consentano una maggiore presenza della forza pubblica sui mezzi, per garantire soprattutto la sicurezza dei cittadini che pagano le tasse e il biglietto».
Autobus sempre più presi di mira dai teppisti. Chi viaggia costantemente sui bus urbani traccia un bollettino di guerra. «Certo, non siamo ai livelli delle grandi città», assicura Domenico Di Fabrizio, autista della Panoramica, «ma la settimana scorsa un mio collega è stato colpito al volto da un malato di mente. L'anno scorso, un altro è stato minacciato con un coltello. Quando i ragazzi escono dalle scuole, gli autobus si riempiono e allora capita che vengano divelti sedili o gravemente dannegiati gli arredi. Una volta mi è capitato di rientrare al deposito senza il vetro della porta centrale, lo avevano fatto sparire senza che me ne accorgessi».

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