PESCARA. «Se giunta la e il presidente Del Turco non decideranno di confrontarsi con il mondo sociale sui programmi, invece di ipotizzare nuove elezioni proporrei uno sciopero generale. Quelli della lotta sono vecchi metodi ma funzionano, rafforzano l'autonomia del sindacato». Gianni Tiburzi segretario regionale della Cisl è in sintonia «nella sostanza delle analisi» con il collega della Cgil Franco Leone che ieri sulle colonne del Centro ha contestato il presidente della giunta regionale accusandolo di essere un «tecnocrate», e di insistere «nello stucchevole riferimento al rapporto con gli elettori».
Leone, inoltre, boccia la linea di governo e la politica di Del Turco, che non «porta al cambiamento, alla crescita di una nuova generazione di governo», ed infine, rispetto a un non cambiamento di rotta della giunta e del suo presidente, Leone auspica «il ritorno al voto», che «non è una minaccia, ma una chiara necessità democratica». Ieri con sfumature diverse e qualche distinguo gli altri leader sindacali regionali, Gianni Tiburzi della Cisl, Roberto Campo della Uil e Geremia Mancini della Ugl, si sono schierati con Leone, invitandolo però ad evitare «personalizzazioni». Tutti però chiedono, imputando a Del Turco le tensioni, un ritorno alla concertazione. «Noi preferianmo fare i conti con l'intera giunta del presidente Del Turco», fa presente Roberto Campo segretario regionale della Uil, «senza personalizzare le critiche solo sul presidente Del Turco. C'è stata una fase di difficoltà nei rapporti con il sindacato non ancora superato. Come Uil abbiamo messo l'accento sulla necessità di una nuova partenza, ossia sulla condivisione delle cose da fare. In questo senso il testo di Franco Leone non aiuta, perchè focalizzato solo sulle difficoltà. Abbiamo concordato con Cgil e Cisl una segreteria unitaria per il 30 maggio. In quella sede rinnoveremo la nostra proposta di provare a ripartire con un ciclo di rappporti più costruttivo con la giunta regionale».
In sintonia, «nella sostanza dell'analisi» alle considerazioni fatte da Leone si mostra Gianni Tiburzi segretario regionale della Cisl.
«Addirittura», sottolinea Tiburzi, «ci sono cose ancora più gravi: Del Turco non accetta di essere giudicato e criticato dal sindacato, ma, lui invece a sua volta pretende di giudicare il sindacato. Questo modo di governare sta isolando i corpi sociali, in particolare le categorie più deboli e meno rappresentative, come il mondo del commercio, quello dell'artigianato, dell'agricoltura e dei servizi. Settori che sentono l'esigenza di un coinvolgimento, insieme a Confindustria e a Cgil, Cisl, Uil e Ugl per una costruzione di un patto per l'Abruzzo che non sia il risultato di disegno tecnocratico ma di una partecipazione politica alle scelte di riforme e di proposta».
Per l'Ugl, invece, le osservazioni di Leone rischiano di far apparire divise ed estemporanee le iniziative del sindacato.
«Sento l'esigenza di posizioni unitarie perchè l'estemporaneità dei giudizi e delle proposte non pagano», osserva il segretario regionale dell'Ugl, Geremia Mancini, «Franco Leone legittimamente esprime una sua posizione, il che non premia. Siamo andati a fare uno sciopero che non condividevamo pienamente ma come Ugl partecipammo, poi è accaduto che Del Turco promosse all'Aquila il Natale in piazza. Come Ugl non ci stiamo a questo gioco, ritengo che da un anno ognuno dice la sua sulle situazione regionale. Che le parole di Franco Leone cadano in un contesto difficile per la nostra regione questo è un fatto oggettivo. L'Abruzzo sul piano occupazionale ha alcuni gravi punti di crisi. Di fronte a questa situazione ci sono cose che la giunta non sta realizzando, ad esempio, la concertazione, che noi invece ricerchiamo per questo è necessaria una posizione forte e unitaria, al di la, delle legittime posizioni personali».