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Pescara, 09/05/2026
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Data: 21/09/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Verso il referendum di domenica/2 - Il fronte del sì. «Il Piano strangola l'intera area metropolitana»

PESCARA. «Tutta l'area metropolitana è coinvolta dai problemi creati dal nuovo piano traffico di Pescara». Spiegano così la loro discesa in campo nelle vesti di consiglieri provinciali Fabrizio Rapposelli, di Pescara Futura, Vincenzo Berghella di Forza Italia, Nicola Ricotta, di An, Vincenzo Ferrante, dell'Udc. «Bisognava far votare al referendum di domenica anche i residenti di centri vicini che gravitano sul capoluogo adriatico per lavoro e non solo, e il Sì alla revoca del Put avrebbe ottenuto una vittoria ancora più schiacciante di quella che avrà», aggiungono sicuri.
«La rampa chiusa con il quadrilatero della zona a traffico limitato con l'accesso regolato da varchi elettronici previsto dal piano finirà con il soffocare completamente le attività della città», sostiene Berghella, «che diventeranno irraggiungibili. Sono mesi che ci tartassano con la rampa di piazza Italia dell'Asse attrezzato chiusa, le multe continue, i punti della patente ritirati: così il cittadino è strangolato».
«Gli effetti negativi del piano traffico ricadono su tutti gli automobilisti, anche quelli che arrivano da fuori Pescara», insiste Rapposelli. «Il Put nasce da una bugia, e cioé che la chiusura della rampa sarebbe stata sperimentale, per tre mesi, invece dura da un anno e mezzo anche se il test non ha funzionato e Portanuova è un imbuto soffocato dallo smog. E le bugie continuano: non è vero che le rotatorie hanno snellito il traffico; la Ztl è un'idea folle che non può andare avanti perché penalizza chi lavora nell'isola; i parcheggi di scambio andavano creati prima, invece li stanno appaltando ora in tutta fretta».
«I cittadini domenica decideranno per la loro vita e per la valenza della loro città in futuro», ritiene Ricotta. «Io ho notato che Pescara negli ultimi mesi ha perso la sua capacità attrattiva. La gente è scoraggiata a entrare, se può va altrove e noi consiglieri provinciali non possiamo ignorarlo». Ferrante chiude l'incontro con la stampa alzando i toni e parla di di «governo nemico dei cittadini», e di «tentativi sbagliati fatti sulla pelle dei cittadini che è ora di fermare».

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